{{ 'Go back' | translate}}
Njus logo

Politica notizia | Njus Italia

Un’Harley Davidson in cielo, addio a Peter Fonda

Politica Democratica

Il protagonista di Easy Rider aveva 79 anni. Un film che segnò uno spartiacque fra un prima e un dopo L'articolo Un’Harley Davidson in cielo, addio a Peter Fonda proviene da Democratica .
'Ma In questa incredibile spoon river dell’estate 2019 , a 79 anni se ne va anche Peter Fonda , leggendario protagonista di Easy ride r, il film-manifesto della controcultura giovanile americana di mezzo secolo fa. Probabilmente Easy rider  (1969) non è fra i film più belli della storia ma fra i più importanti sì. Le avventure di Fonda (anche sceneggiatore del film), con Dennis Hopper e un giovanissimo Jack Nicholson a cavallo delle mitiche Harley Davidson on the road (dietro c’è Kerouac, certo) hanno segnato uno spartiacque fra un prima e un poi: all’improvviso nacquero “i giovani” – e in quel frangente vi fu l’apoteosi musicale e “civile” di quella younger generation con la tre giorni di Woodstock . Non c’erano più gli studios, non c’erano più le ferree regole di Hollywood: Easy rider spazzò via tutti i conformismi sulle note di una grande colonna sonora. E Peter Fonda, mentre la sorella Jane manifestava contro la guerra in Vietnam, cavalcò la sua Harley Davidson come il padre Henry aveva guidato il suo cavallo nei western di John Ford, indomito e meraviglioso. Rimase, Peter Fonda, sempre legato a quel film, e non fece poi cose indimenticabili. Impegnato politicamente, come tutti i Fonda, battagliò contro Trump . Schierato sempre per un’America positiva, quella del grande respiro e del rumore di una motocicletta, della musica e dell’amicizia, sempre sulla strada della libertà. L'articolo Un’Harley Davidson in cielo, addio a Peter Fonda proviene da Democratica .'

Salvini, salto mortale con avvitamento? Zingaretti: “Ginepraio di parole”

Politica Democratica

Il capo leghista tenterebbe il tutto per tutto: Di Maio premier, Conte commissario europeo, lui vice premier unico, Giorgetti, Buffagni e Molteni ministri L'articolo Salvini, salto mortale con avvitamento? Zingaretti: “Ginepraio di parole”
'Il salto mortale con doppio avvitamento all’indietro di Matteo Salvini sta dominando il sonnacchioso venerdì 16 agosto e scatenando la politica alla ricerca di conferme sulle voci che circolano: il capo leghista rendendosi conto della disfatta, starebbe meditando un rinculo lavorando a un super-inciucio: il leader grillino Di Maio andrebbe a sedere sulla poltrona di presidente del Consiglio, al posto di Conte; l’attuale premier Giuseppe Conte finirebbe commissario alla CommissioneEuropea, mentre Salvini rimarrebbe unico vice premier. Voci insistenti, nulla di confermato. Certo sarebbe una follia dentro una crisi già folle di suo: finirebbe tutto a tarallucci e vino, avrebbero giocato con le istituzioni per un valzer di poltrone. Il super-inciucio che porterebbe Di Maio a palazzo Chigi è però smentito seccamente dal M5S : “Quanto riportato da alcuni organi di stampa è totalmente falso. Non solo, nessuno dei quotidiani ha contattato fonti ufficiali del Movimento 5 stelle con l’intento di verificare questa clamorosa fake news. Sono cascati nel giochino di qualcuno, ma siamo abituati ormai. Non ci interessano poltrone, non ci interessano giochi di palazzo”. Il “piano” dell’astuto Salvini prevederebbe, a quanto si dice, un sostanzioso rimpasto tutto a favore della Lega. Con Giancarlo Giorgetti all’Economia al posto del mai amato Giovanni Tria, poi Stefano Buffagni – il “Giorgetti grillino” – al posto dello sventurato Toninelli, magari Nicola Molteni al posto della Trenta alla Difesa. Quasi un monocolore leghista ma con il capo di M5S al posto di Conte, lautamente ricompensato con l’incarico di Commissario europeo. La reazione di Zingaretti Su Facebook Nicola Zingaretti non mostra entusiasmo per tutte queste chiacchiere. “Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal Presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di Governo pasticciato e di corto respiro”. Il segretario del Pd spiega: “Solo nello sviluppo dell’eventuale crisi di Governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella si potranno verificare, se esistono, le condizioni numeriche e politiche di un Governo diverso con una larga base parlamentare che nasca, non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l’Italia, cambiare e rifondare l’Europa e ricostruire una speranza”. “Continuo a pensare – aggiunge Zingaretti – che aprire dibattiti su Governi futuri prima che quello in carica cada sia un errore. Nasconde il dato politico di fondo: l’esperienza del governo populista è fallita. Il Pd è pronto per andare alle elezioni e proporre un’idea diversa rispetto al Paese dell’odio e in questo senso si sta organizzando”. L’idea di Delrio Per mettere un piedi un governo M5s-Lega si deve fare “ un contratto scritto alla tedesca come tra Spd e Cdu, convocando le menti migliori per dare una impronta completamente diversa “: la proposta è del presidente dei deputato Pd, Graziano Delrio , che l’ha illustrata questa mattina nella trasmissione Circo Massimo, su Radio Capital . “ Fa piacere che Conte – ha sottolineato Delrio – abbia preso atto ” degli errori fatti sui migranti, come si legge nella lettera inviata a Salvini. “ Il problema oggi è il lavoro : occorre abbassare il cuneo fiscale per i lavoratori, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza. Abbassare il costo del lavoro è una priorità assoluta per le nostre imprese che stanno perdendo competitività “. Secondo Delrio con il Movimento 5 stelle bisogna “ chiarire i punti di convergenza che sono stati offuscati “, ad esempio rilanciando “ l’ economia green con una svolta ambientale “. “ Per parlare di potenziale accordo – puntualizza l’esponente dem – bisogna essere molto seri senza fare sconti, se non c’è un’idea comune di sviluppo del paese non si riesce a governare. Mettersi a sedere e parlare con il M5s non significa che l’esito sia scontato “. Riguardo al leader leghista, l’opinione di Delrio è che “ se Salvini ci ripensa farà un suicidio politico “. “ Sta capendo semplicemente – ha sottolineato – di aver sbagliato le mosse, ma tornare indietro adesso dopo tutto quello che ha detto e fatto vorrebbe dire perdere la residua credibilità con gli elettori, non lo farà, lui è un politico abilissimo “.   L'articolo Salvini, salto mortale con avvitamento? Zingaretti: “Ginepraio di parole” proviene da Democratica .'

Delrio: con M5S serve patto alla tedesca. Ma Salvini tenta il super-inciucio

Politica Democratica

Per salvare le poltrone, il leader leghista tenta il tutto per tutto: Di Maio premier, Conte commissario europeo, Salvini vice premier unico. L'articolo Delrio: con M5S serve patto alla tedesca. Ma Salvini tenta il super-inciucio proviene da
'Per mettere un piedi un governo M5s-Lega si deve fare “ un contratto scritto alla tedesca come tra Spd e Cdu, convocando le menti migliori per dare una impronta completamente diversa “: la proposta è del presidente dei deputato Pd, Graziano Delrio , che l’ha illustrata questa mattina nella trasmissione Circo Massimo, su Radio Capital . “ Fa piacere che Conte – ha sottolineato Delrio – abbia preso atto ” degli errori fatti sui migranti, come si legge nella lettera inviata a Salvini. “ Il problema oggi è il lavoro : occorre abbassare il cuneo fiscale per i lavoratori, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza. Abbassare il costo del lavoro è una priorità assoluta per le nostre imprese che stanno perdendo competitività “. Secondo Delrio con il Movimento 5 stelle bisogna “ chiarire i punti di convergenza che sono stati offuscati “, ad esempio rilanciando “ l’ economia green con una svolta ambientale “. “ Per parlare di potenziale accordo – puntualizza l’esponente dem – bisogna essere molto seri senza fare sconti, se non c’è un’idea comune di sviluppo del paese non si riesce a governare. Mettersi a sedere e parlare con il M5s non significa che l’esito sia scontato “. Riguardo al leader leghista, l’opinione di Delrio è che “ se Salvini ci ripensa farà un suicidio politico “. “ Sta capendo semplicemente – ha sottolineato – di aver sbagliato le mosse, ma tornare indietro adesso dopo tutto quello che ha detto e fatto vorrebbe dire perdere la residua credibilità con gli elettori, non lo farà, lui è un politico abilissimo “. Il super-inciucio: Di Maio premier, Salvini vice, Conte a Bruxelles In questa situazione caotica di ‘crisi-non crisi’, la stampa riferisce anche di un piano Salvini per salvare capra e cavoli: il Capitano, rendendosi conto della disfatta in arrivo, starebbe lavorando a un super-inciucio: il leader grillino Di Maio andrebbe a sedere sulla poltrona di presidente del Consiglio, al posto di Conte; l’attuale premier Giuseppe Conte finirebbe commissario alla CommissioneEuropea, mentre Salvini rimarrebbe unico vice premier. Commenta su Facebook l’ex segretario Pd Matteo Renzi : “ Mai vista una crisi gestita così. Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere. Salvini sente scivolarsi via la poltrona e sa che solo con il potere potrà avere ancora un (breve) futuro. Il capitano si è impaurito di brutto. E dunque offre tutto a Di Maio. Scene da far impallidire il calciomercato “. Prosegue il senatore dem: “ Adesso vedremo che cosa farà il Movimento Cinque Stelle: può davvero accadere di tutto. Noi abbiamo una sola stella polare: il rispetto delle istituzioni. Solo quello. Prima l’Italia. Poi il Pd, le correnti, le esigenze personali: prima l’Italia. Prima le istituzioni “. E promette: “ Siamo ancora più pronti a fare un’opposizione ancora più dura se grillini e leghisti si rimetteranno insieme per una banale esigenza di poltrone “. L'articolo Delrio: con M5S serve patto alla tedesca. Ma Salvini tenta il super-inciucio proviene da Democratica .'

Open Arms, sbarchi per cure mediche. La Ong: “Basta crudeltà”

Politica Democratica

Il premier Conte accusa il leader leghista di 'ossessiva concentrazione nell'affrontare il tema dell'immigrazione riducendolo alla formula 'porti chiusi' '. L'articolo Open Arms, sbarchi per cure mediche. La Ong: “Basta crudeltà” proviene da
'Sbarco urgente per motivi sanitari per alcuni migranti a bordo della Open Arms, la nave della Ong spagnola che da 15 giorni si trova in mare di fronte a Lampedusa e su cui si è consumato l’ennesimo scontro istituzionale. Ieri sera altri 9 migranti – di cui 5 bisognosi di assistenza per problemi psicologici e 4 familiari – erano stati evacuati dalla nave. I profughi già stanotte sono stati trasferiti dal poliambulatorio dell’isola all’hotspot di contrada Imbriacola. Al momento, a bordo della Open Arms dovrebbero esserci 130 migranti. Dopo il via libera del Tar all’ingresso in porto, con la sospensione del primo provvedimento del ministro dell’Interno che bloccava lo sbarco dei migranti, Salvini ha firmato un nuovo divieto facendo ricorso al Consiglio di Stato, provvedimento che questa volta non è stato controfirmato dai colleghi di governo , Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, e Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti. “ Ho deciso di non firmare il nuovo decreto del ministro degli Interni – ha spiegato la ministra – Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l’umanità. Per questo non ho firmato “. Il Tar del Lazio aveva disposto la “ sospensione dell’efficacia ” per il divieto di ingresso imposto da Salvini sulla base del Decreto sicurezza bis, in seguito alle condizioni di “ eccezionale gravità e urgenza ” per la salute delle persone a bordo e anche per l’aggravarsi delle condizioni meteo. Di qui la decisione di Salvini di rinnovare il provvedimento facendo ricorso al Consiglio di Stato. “ Umanità non significa aiutare trafficanti e ong “, ha replicato, mentre su twitter gli rispondeva indirettamente Open Arms: “ Cosa aspettano ad autorizzare sbarco di tutte le persone a bordo, che l’emergenza medica diventi insostenibile? Quanta crudeltà “. Ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte , partendo dalla vicenda della Open Arms, aveva scritto una lettera aperta a Salvini, accusandolo di “ sleale collaborazione “, di “ slabbrature ” e di “ strappi istituzionali “, determinati dalla “ ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’ “. L'articolo Open Arms, sbarchi per cure mediche. La Ong: “Basta crudeltà” proviene da Democratica .'

Pd-M5S, perché un anno fa no e ora (forse) sì

Politica Democratica

Se vuole continuare a esistere il Movimento deve andare a una forte revisione della sua politica. Mentre incombe il pericolo Salvini L'articolo Pd-M5S, perché un anno fa no e ora (forse) sì proviene da Democratica .
'La domanda che moltissimi elettori e sostenitori del Pd si fanno in questi giorni è: ma perché i dirigenti che adesso parlano di un accordo di governo con il Movimento Cinque Stelle un anno fa lo rifiutarono con decisione? La questione naturalmente attraversa il corpo del Pd e persino le singole persone, lacerate dal dubbio se sia giusto, addirittura morale, ipotizzare un patto con chi ti ha vergognosamente definito “il partito di Bibbiano” (a dire la verità, negli ultimi giorni il copyright è stato acquistato dalla senatrice Bernini, Forza Italia, ma lasciamo stare). Se ne discute, in questo mezzo agosto, fra amici, compagni, nelle famiglie. Discussioni meno laceranti dei tempi della Bolognina, più di quelle del “bacio del rospo” Dini. Dunque, cos’è cambiato in un anno? A mio parere – ma si rasenta l’oggettività- per prima cosa è cambiato il rapporto di forza fra i due partiti. Lo dimostra il sorpasso alle Europee. Ma la questione è più politica. La sera del 4 marzo si vide il trionfo del M5S e la disfatta del Pd. Una trattativa, allora, si sarebbe conclusa con una resa a Grillo e Di Maio. I toni, gli argomenti, i programmi del Movimento risultarono al Pd inaccettabili: e non se ne fece niente, anche perché Di Maio aveva probabilmente già scelto Salvini come compagno di viaggio. Ora, dopo il disastroso bilancio di quest’anno se vuole continuare a esistere (perché di questo si tratta) s’impone dunque al M5S una revisione totale della propria linea. Probabilmente anche un avvicendamento sostanziale del gruppo dirigente: forse è l’ora di facce nuove. Ne saranno capaci? La seconda novità riguarda Salvini. Un anno fa è possibile che il Pd abbia sottovalutato il venire avanti di una nuova destra illiberale e a-democratica incarnata dal ministro dell’Interno. Ci si illuse forse che col 17% Salvini non avrebbe potuto muovere alla conquista del Paese, magari arginato da un M5S che invece veniva ogni giorno “mangiato” dalla Lega. Adesso l’uomo del Viminale ha pensato di prendersi il Paese: confondendo la popolarità con il consenso, ha ritenuto di disporre delle istituzioni con il 17%. E ha sbagliato. Ma la minaccia dei “pieni poteri”, oltre ad essere sintomo di un’autoesaltazione parossistica, è una reale minaccia alla democrazia. Questi due – il fallimento del M5S e il pericolo di una presa del potere di Salvini – sono fatti nuovi. Che aprono uno spazio diverso all’iniziativa del Pd. Il tentativo di mettere in piedi un governo serio con il M5S ha dalla sua dunque queste novità della situazione politica unitamente alla “voglia” del Movimento di chiudere un accordo (che questa “voglia” sia dettata da motivazioni private che riguardano le poltrone qui sinceramente non interessa). Circola addirittura la voce che qualche grillino auspicherebbe persino un accordo elettorale col Pd pur di battere Salvini, pensate un po’ a che punto sono arrivati alcuni di loro. Servirebbe un’intesa con un programma molto forte, in discontinuità con le sciocchezze del “contratto”, e una compagine fortissima, un dream team in grado di risollevare il Paese e, anche, l’umore del popolo italiano. Sarà possibile? E qui ci fermiamo, ché la risposta davvero soffia nel vento. Ma la discussione – ci permettiamo di dire – non può ignorare le novità del quadro politico, l’analisi reale della cose in fondo è sempre una buona bussola. L'articolo Pd-M5S, perché un anno fa no e ora (forse) sì proviene da Democratica .'

Best of Woodstock. I 10 pezzi più belli secondo noi

Politica Democratica

50 anni dal più grande concerto rock della storia L'articolo Best of Woodstock. I 10 pezzi più belli secondo noi proviene da Democratica .
'Three days of peace and music , d’accordo. Soprattutto music . Grandissima musica, l’antologia del rock ancor oggi insuperata (e insuperabile) venne scritta a Woodstock 50 anni fa, dal 15 al 18 agosto 1969. A parte qualche meteora completamente dimenticata ci sono i più grandi artisti rock dei Sessanta e Settanta. Malgrado le tante volte ricordate assenze dei Beatles (che però non suonavano in pubblico da anni ed erano sul punto di sciogliersi), dei Rolling Stones e soprattutto di Bob Dylan, che in realtà venne contattato ma non non andò, Woodstock resta ancor oggi un’insuperabile enciclopedia del rock. Proviamo a fare un Best of Woodstock, le prime dieci performance più belle. Non è facile ma tentiamo. 10)   9)   8)   7)   6)   5)   4)   3)   2)   Ed ecco la numero uno. Inevitabile.   C’è spazio per due citazioni a titolo personalissimo? 1) 2) L'articolo Best of Woodstock. I 10 pezzi più belli secondo noi proviene da Democratica .'

La legge contro Salvini: Open Arms può sbarcare

Politica Democratica

Il Tar del Lazio boccia la linea del ministro leghista e sospende il divieto di sbarco per la Open Arms con 147 migranti a bordo. Marina Sereni: 'Basta braccio di ferro sulla pelle di persone già provate da indicibili sofferenze' L'articolo La
'Salvini ha perso . Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Open Arms e ha sospeso il divieto di ingresso in acque italiane della nave con a bordo 147 migranti. Il Tar rileva che “ la stessa amministrazione intimata (ovvero il Ministero dell’Interno) riconosce, nelle premesse del provvedimento impugnato, che il natante soccorso da Open Arms in area SAR libica – quanto meno per l’ingente numero di persone a bordo – era in ‘distress’, cioè in situazione di evidente difficoltà “. “ Per cui – si legge ancora nel provvedimento del Tar – appare, altresì, contraddittoria la conseguente valutazione effettuata nel medesimo provvedimento, dell’esistenza, nella specie, della peculiare ipotesi di ‘passaggio non inoffensivo’ “. Tar: Sì all’ingresso in acque italiane per soccorrere i più bisognosi La conclusione del Tar del Lazio, il quale è competente per le controversie relative ad atti provenienti da una amministrazione statale con competenze che valicano i confini regionali, è che “ Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica) ” e “ della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza”, si giustifica “la concessione della richiesta ” per “ consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli “. “ Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone – sottolinea la ong spagnola Open Arms – e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare ”. Salvini: non sbarcheranno Salvini, nonostante tutto sia contro di lui, non si rassegna nemmeno di fronte alla legge. Il ministro dell’Intero ha già annunciato che nelle prossime ore si opporrà allo sbarco: “ Pensate in che Paese strano viviamo – ha detto in una diretta Facebook – un avvocato del Tribunale amministrativo del Lazio vuole dare il permesso di sbarcare a una nave straniera piena di immigrati. Firmerò il mio no perché io complice dei trafficanti di esseri umani non voglio essere “. Intanto si apprende dall’agenzia di stampa AGI che questa mattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inviato una lettera a Salvini e, per conoscenza, ai ministri della Difesa Elisabetta Trenta e delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli. Conte chiede di rispettare le norme di legge che impongono di assistere e tutelare i minori , come quelli ospitati sulla Open Arms. Marina Sereni: “Dare un porto sicuro e far sbarcare tutti i naufraghi” Sulla vicenda Open Arms, torna anche il Pd con Marina Sereni: “ Rinnoviamo al presidente Conte – scrive l’esponente dem, già vicepresidente della Camera dei deputati – l’appello lanciato ieri dal nostro segretario Zingaretti: dare un porto sicuro alla Open Arms e far sbarcare tutti i naufraghi. Le condizioni meteo sono peggiorate e a bordo della Open Arms la situazione è sempre più difficile “. Prosegue Sereni: “ La nave si sta dirigendo verso Lampedusa, anche sulla base di una decisione del Tar del Lazio che avrebbe sollevato il divieto di entrare nelle acque territoriali italiane. Così come continuiamo a chiedere all’Europa di condividere con l’Italia la responsabilità della gestione dell’immigrazione, chiediamo l’intervento immediato del Presidente Conte affinché non si ripeta nelle prossime ore l’inutile e disumano braccio di ferro sulla pelle di persone già provate da indicibili sofferenze “. Insieme alla Open Arms, nel Mediterraneo sta navigando anche l’ Ocean Viking , con a bordo 356 persone, 92 delle quali minori non accompagnati. L'articolo La legge contro Salvini: Open Arms può sbarcare proviene da Democratica .'

Genova un anno dopo: in silenzio, fra dolore e polemiche

Politica Democratica

Alle 11.36 Genova si è fermata per ricordare le vittime, i feriti, gli sfollati causati dal crollo del Ponte Morandi. Il capo dello Stato Mattarella: 'Nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell'incuria,
'Alle 11.36 Genova si ferma . Un anno fa, alla stessa ora, il boato cupo del ponte Morandi che crollava: la pila 9 del viadotto Polcevera (questo il nome ufficiale) sprofondava nel vuoto, portandosi dietro 200 metri di strada e decine di persone. Oggi un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime, i feriti, gli sfollati, nono solo nel luogo della cerimonia, dove avvenne il crollo, ma anche nei luoghi dedicati al divertimento e allo svago, come le spiagge, dove tutti osservano un minuto di silenzio che ferma il turismo ferragostano. Una città muta, tutta intera, un minuto rotto soltanto dal suono dolente delle campane delle chiese della città e dal fischio delle sirene delle navi attraccate al porto. In silenzio, nel capannone della nuova Pila 9, dove il Comune di Genova ha organizzato la cerimonia per ricordare la tragedia e dove l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco , celebrerà la messa, ci sono, fra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella , il presidente del Consiglio Giuseppe Conte , i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio , il segretario del Pd Nicola Zingaretti , accompagnato dall’ex guardasigilli, il ligure Andrea Orlando . A fine minuto, c’è un lungo, toccante applauso. Nel cielo si lanciano palloncini bianchi e si gettano rose nel greto del rose nel greto del torrente Polcevera. Si per ricordare le vittime. Il capo dello Stato incontra una delegazione dei parenti delle vittime; stamattina sul quotidiano genovese Il Secolo XIX c’è una sua lettera, dove sottolinea che “ nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell’incuria, dell’omesso controllo, della consapevole superficialità, della brama di profitto “. Per Mattarella, “ tragedie come quella del Ponte Morandi non devono ripetersi mai più. La presenza, oggi, delle più alte istituzioni a Genova ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia dei suoi abitanti che hanno diritto alla rinascita economica e sociale “. Twitta il segretario del Pd Nicola Zingaretti:” Oggi sono a Genova per ricordare e onorare le vittime della tragedia di un anno fa, perché non si ripeta mai più. Si cerchi la verità e si faccia giustizia. #PonteMorandi #genovanelcuore “. La commemorazione di oggi è un modo per manifestare il cordoglio e la solidarietà della città ai parenti delle vittime, ma la tensione è ancora alta. Molti familiari hanno deciso di non partecipare alla commemorazione istituzionale . Oggi Autostrade per l’Italia pubblica, su alcuni quotidiani nazionali e sui giornali liguri, una lettera aperta come messaggio di vicinanza della società per Genova: “ Ad un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, – si legge – il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia, quello di Atlantia e i lavoratori di tutto il gruppo rinnovano il cordoglio e la compassione piu’ sincera per le vittime del crollo e per il dolore dei loro familiari “. Evidentemente l’inserzione pubblicata serve a ben poco, se, poco prima dell’inizio della commemorazione, la delegazione di Atlantia – la holding che controlla Autostrade per l’Italia – deve lasciare la cerimonia per esplicita richiesta dei familiari delle vittime. Ricordo, commemorazione ma anche polemiche, dunque. Non, però, verso il presidente della Repubblica che è accolto dagli applausi dei rappresentanti delle istituzioni e dei parenti delle vittime. E non verso i Vigili del Fuoco . Ricorda ai giornalisti il comandante dei vigili del fuoco di Genova Fabrizio Piccinini “ E’ stato l’intervento del genere più grande livello nazionale, 70 vigili del fuoco arrivarono nel primo quarto d’ora dopo la tragedia, salirono a 350 nelle prime 3 ore, l’immagine più forte che mi è rimasta dentro è l’enorme cumulo di macerie che ci si è presentato davanti, la voglia, la volontà, la forza di riuscire a portare soccorso a coloro che potevano essere coinvolti per salvare delle vite umane, i miei uomini lavorarono allo stremo. L’applauso ai funerali ci ha toccato il cuore , non siamo eroi siamo persone normali “. La cerimonia di commemorazione inizia con la lettura dei nomi delle 43 vittime. Poi il cardinal Bagnasco celebra la santa messa. “ Abbiamo incisi nel cuore quei giorni – rammenta il presule nell’omelia – quell’apocalisse che ci ha lasciati senza respiro, che ci ha fatti sentire svuotati, come se tutto – d’improvviso – fosse precipitato nel buio. Come in quei momenti di lutto, la città rinnova il suo abbraccio ai familiari delle vittime: siamo consapevoli che nessuno di noi può colmare il vuoto dei loro cari, ma umilmente e, con grande rispetto, vogliamo stringerci a loro perché non si sentano troppo soli . Anche le parole del Santo Padre Francesco ci fanno sentire il suo affetto e la sua vicinanza: di cuore lo ringraziamo “. Alla vicinanza delle istituzioni civili e religiose, risponde Egle Possetti , rappresentante dei familiari delle vittime , che nel crollo perse nel crollo la sorella Claudia, che morì insieme con il marito e i due figli: “ Un anno fa sotto quel ponte abbiamo perso un pezzo del nostro cuore – ha detto nel suo intervento alla commemorazione – con la morte assurda di 43 persone. Non possiamo pensare di non abbracciarli più, ma per la loro memoria dobbiamo avere a cuore la ricerca della verità. La loro è stata una condanna a morte senza possibilità di appello. Non possiamo restare inermi, chiediamo ai nostri rappresentanti un segnale concreto. Chiediamo con forza la modifica di norme di legge affinché i processi siano brevi, e perché reati di tale gravità non possano essere prescritti. Vogliamo giustizia “. ( Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ) L'articolo Genova un anno dopo: in silenzio, fra dolore e polemiche proviene da Democratica .'

Salvini: il 20 agosto via Conte

Politica Democratica

Il leader leghista tenta l'ultima disperata mossa. Mattarella e Fico protagonisti della giornata politica: rispetto delle regole e delle istituzioni. L'articolo Salvini: il 20 agosto via Conte proviene da Democratica .
'Salvini torna a ribadire che “ il 20 agosto sfiduceremo il premier “. Il leader leghista e vicepresidente del Consiglio lo ha fatto intervenendo stamattina su Radio Rtl 102.5 . “ In tantissimi – spiega Salvini – chiedono che non ci siano giochini di palazzo, governi tecnici. La via maestra, democratica, trasparente, lineare, è quella delle elezioni. Stiamo facendo tutto il possibile perché gli italiani possano votare. No a governi strani, prima si vota, meglio è “. Su Radio Capital , a Circo Massimo, sempre stamattina, ha indirettamente risposto Marco Minniti , deputato dem ed ex ministro dell’interno: “ L’arbitro della crisi è il presidente della Repubblica, e lui valuterà. Se riterrà che ci sono le condizioni non per un accordo di basso profilo, tra due perdenti, ma per un accordo più ampio, di legislatura, il Pd ha il dovere di valutarlo nella maniera più aperta possibile “. Minniti ha anche fatto riferimento alle elezioni: “ Se mettiamo le cose in ordine, comprendiamo che non c’è un destino già scritto, e rendiamo evidente che, se si parla con un linguaggio di verità al popolo italiano, la partita non solo non è perduta, ma si può giocare con giuste possibilità di poterla anche vincere “. E l’esito di eventuali elezioni, secondo il parlamentare dem, non è scontato: “ Se c’è una partita democratica, di modello democratico, in discussione, l’opposizione non deve dimostrare nemmeno per un attimo di avere paura del voto. Se di fronte a una sfida democratica uno si dimostra impaurito nel rapporto con il popolo rischia di non farcela. Per questo bisogna escludere categoricamente qualunque scorciatoia, qualunque idea di resistenza parlamentare, cioè ci chiudiamo nell’aula del Parlamento e ignoriamo il Paese, perché quello sarebbe vento nelle vele dei nazionalpopulisti. Quindi nessuna scorciatoia, nessun sotterfugio. Salvini non è imbattibile, perché non penso che abbia con sé la maggioranza degli italiani. Se viene messa chiaramente la posta in gioco in palio, si può rovesciare il meccanismo “. Mattarella e Fico, le regole e le istituzioni Mentre Salvini tenta ogni carta nel tentativo di salvare la sua strategia politica, dopo aver aperto il fronte della crisi, i titoli ferragostani dei quotidiani in edicola e online, riservano oggi particolare attenzione a due protagonisti della giornata politica di ieri. Il primo è stato Sergio Mattarella : il presidente della Repubblica ha rimarcato ancora le sue riserve sull’incrocio tra il voto finale sulla riduzione del numero dei parlamentari e lo scioglimento delle Camere di poco successivo, che di fatto renderebbe quella stessa riduzione non applicabile o almeno non immediatamente applicabile. Matteo Salvini, quindi, si è trovato di fronte non solo riserve politiche, ma anche a precisi freni istituzionali. Scrive Marzio Breda sul Corriere della Sera : “ Un azzardo assoluto, insomma. Una mossa istituzionalmente scorretta, oltre che sgrammaticata dal punto di vista degli equilibri fra poteri. Come altrimenti definire la proposta del ministro dell`Interno uscente all’ormai ex partner grillino di procedere con urgenza («tornando qui in Aula anche domani», ha tuonato) alla quarta e definitiva votazione della legge per tagliare 345 parlamentari, per poi congelarla cinque anni e intanto tornare subito alle urne e chiudere la legislatura, facendo finta che quella legge non sia stata approvata? “. Francesco Bei, sulla Stampa , spiega nei dettagli ciò che è accaduto, citando il costituzionalista e deputato dem Stefano Ceccanti: “ In pratica, le nuove Camere nascerebbero già delegittimate dalla ghigliottina di una legge costituzionale che le amputa di un terzo dei componenti. Senza contare tutti gli adempimenti che l`approvazione del taglio comporta. Il costituzionalista Stefano Ceccanti ha fatto un calcolo preciso anche dei tempi necessari. Un calendario che al Quirinale hanno ben presente: «Tre mesi per chiedere il referendum; fino a un mese per la Cassazione per esaminare le eventuali richieste e qualche altro giorno per eventuali ricorsi; fino a 60 giorni per indire il referendum; fra 50 e 70 giorni per svolgerlo; quindici giorni di vacatio e due mesi per i collegi». Insomma, per farla breve, alla fine dei conti «ci vogliono circa 5-6 mesi dall`ultimo voto della Camera se non c`è il referendum e 10-11 se invece si svolge». C`è poi il problema della nuova legge elettorale da approvare, se non altro per ridisegnare collegi elettorali diventati mostri da 800 mila elettori “. Il secondo protagonista della giornata politica è stato il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, che, come spiega Emilio Patta sul Sole 24 Ore , in sintonia con tali rilievi, ha posposto il voto sulla riforma dei parlamentari alla verifica del rapporto fiduciario che si svolgerà al Senato dopo il 20. Scrive Patta: “ Dopo il muro alzato dal M5s alla proposta-sfida di Matteo Salvini di votare subito il taglio del numero dei parlamentari, prima della sfiducia a Conte, e poi tornare subito al voto in autunno: la risposta del presidente della Camera Roberto Fico è stata la calendarizzazione della riforma costituzionale il 22 agosto. Ossia due giorni dopo la sfiducia al presidente del Consiglio Conte. Tutti segnali che la trattativa tra democratici e pentastellati, sbloccata nel week end dalla proposta dell’ex premier Matteo Renzi di un governo «salva-conti» per evitare l’esercizio provvisorio e il conseguente aumento dell’Iva, è davvero in corso “. Prove di dialogo fra M5S e Pd Lo stato della possibile formazione del nuovo Governo, in seguito alle possibili dimissioni di Conte è proposto da Fabio Martini su La Stampa . “ Per anni Cinque stelle e “piddini” si sono ignorati, spesso si sono disprezzati, ma da 48 ore hanno cominciato a parlarsi. Sottovoce e lontano da occhi indiscreti ma si parlano. E parlano di quel governo di legislatura da fare assieme, considerato ancora inattuale dai leader dei rispettivi partiti ma del quale per ora chiacchierano i vice. E infatti gli sherpa che in queste ore stanno passando le linee, sono i “messi” autorizzati a parlare: i pentastellati Stefano Patuanelli, Francesco D`Uva e il ministro Riccardo Fraccaro e per il Pd esponenti lealisti, zingarettiani doc come Paola De Micheli, Andrea Orlando e Luigi Zanda. Sondaggi preliminari, per capire l`aria che tira, ma anche per far circolare i primi nomi “. L'articolo Salvini: il 20 agosto via Conte proviene da Democratica .'

Ponte Morandi, un anno dopo Genova è ancora ferita

Politica Democratica

Ad un anno esatto tornano le storie, i volti, le voci di chi c’era L'articolo Ponte Morandi, un anno dopo Genova è ancora ferita proviene da Democratica .
'Alle ore 11.36  la città di Genova si fermerà per un minuto di raccoglimento. Il suono delle campane delle chiese cittadine e il fischio delle sirene delle navi attraccate nel porto renderanno questo momento ancora più toccante. E’ quello il momento esatto del crollo del Ponte Morandi che esattamente un anno fa provocò 43 morti, 16 feriti (di cui due deceduti dopo il ricovero in ospedale), 583 sfollati e danni per oltre un miliardo di euro alla città di Genova. Un anno dopo il viadotto autostradale Polcevera è stato completamente abbattuto. “La demolizione è conclusa”, ha annunciato Vittorio Omini, responsabile del pool di aziende che hanno avuto l’incarico dalla struttura commissariale e che intendono liberare definitivamente il cantiere entro la fine di settembre. L’Amministrazione comunale ha previsto  una cerimonia commemorativa  per ricordare quella tragedia e manifestare ancora una volta il cordoglio, la solidarietà e la vicinanza dei genovesi ai parenti delle vittime. Presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, rappresentanti del Governo, rappresentanti dei Familiari e numerose autorità civili e militari. L’addio a quel viadotto “traditore” non è stato facile. Rappresenta quella tragedia, ma non vederlo più significa dire addio al profilo familiare dello skyline di Genova, salutare la promessa di un futuro che connetteva e dava prosperità. E oggi  tornano le storie, i volti, le voci di chi c’era.  Incredibile il racconto di  Davide Capello, portiere del Legino  e pompiere che si trovava sul ponte al momento del crollo. Il ragazzo è volato per 80 metri con la sua automobile ed è uscito miracolosamente illeso dall’impatto. L’ex estremo difensore del Cagliari ha raccontato la sua storia in una nota audio inviata al padre dopo l’impatto: “Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto. Stavo andando a Genova, ero sul ponte. Ho fatto trenta metri di volo e poi l’auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. È incredibile, non ho un graffio”. Ha fatto invece il giro del mondo l ‘immagine del camioncino della Basko  rimasto sull’orlo del baratro. A bordo c’era un genovese di 37 anni che è riuscito a salvarsi frenando appena in tempo e scappando poi a piedi. Tanti non sono stati così fortunati. Persone che stavano semplicemente attraversando un ponte, chi per andare in vacanza e chi per andare al lavoro. Il crollo ha trascinato le vite di queste persone giù nel baratro del torrente. Tra le prime vittime di cui si è conosciuta la storia ci sono i componenti di una famiglia di Campomorone, in provincia di Genova. Roberto Robbiano, 44 anni, la moglie Ersilia Piccinino, 41 anni, e il figlio Samuele, di soli 8: stavano andando in vacanza. Li attendeva un traghetto per la Sardegna. Non lo prederanno mai. C’è anche un’altra famiglia, stavolta di Pinerolo, distrutta dalla tragedia. Quella del viadotto sulla A10 è anche una storia di amori spezzati. Stella Boccia, 24 anni, nata a Napoli ma residente in provincia di Arezzo, era in vacanza con il fidanzato Carlos Jesus Erazo Truillo, 27 anni. Su quel maledetto ponte viaggiavano anche Alberto Fanfani, giovane medico fiorentino e la fidanzata Marta Danisi, 29 anni, promessi sposi che avrebbero dovuto dirsi di sì a maggio del 2019. Tra le vittime anche tre lavoratori che si trovavano nell’isola ecologica di Campi, travolta dal pilone crollato. Nell’incidente hanno perso la vita anche alcuni stranieri (cileni, da tempo in Italia, tre albanesi, un autista romano e il collega moldavo, alcuni turisti francesi), quattro ragazzi di Torre del Greco in provincia di Napoli, così come napoletano era l’autotrasportatore Gennaro Sarnatano, 43 anni, che stava rientrando col suo mezzo dalla Francia in Italia. Tra le famiglie distrutte anche quella di Alessandro Robotti, 50 anni, di Arquata Scrivia (Alessandria), che viaggiava con la moglie Giovanni Bottaro, di 43 anni, e quella di Andrea Vittone, 49 anni, e Claudia Passetti, 48, di rientro dal viaggio di nozze dopo il matrimonio il 23 luglio scorso, insieme ai figli di lei: Manuele di 16 anni e Camilla di 12. Andavano in vacanza all’Elba, invece, i Cecala, provenienti dalla provincia di Novara: Cristian, la moglie Dawna e la piccola Crystal. Non erano gli unici a provenire da fuori regione per raggiungere la meta delle loro ferie. Ora l’auspicio è che le fibrillazioni politiche non abbiano ripercussioni negative sulla città. Un invito espresso anche dall’arcivescovo di Genova,  cardinale Angelo Bagnasco , che celebrerà una Messa di suffragio nell’area dove sorgeva il ponte Morandi e dove è stato aperto il cantiere per la costruzione del nuovo viadotto sul torrente Polcevera. Se, invece, la crisi dovesse coinvolgere anche la ricostruzione, secondo Bagnasco sarebbe “una grave sconfitta per l’intero Paese agli occhi nostri e del mondo”.   L'articolo Ponte Morandi, un anno dopo Genova è ancora ferita proviene da Democratica .'

Una nuova maggioranza mette sotto Salvini, i tempi si allungano

Politica Democratica

Il capo leghista accetta di votare la riforma Fraccaro. Massima incertezza L'articolo Una nuova maggioranza mette sotto Salvini, i tempi si allungano proviene da Democratica .
'L’aula del Senato ha confermato la decisione presa a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo e dunque Conte sarà in aula il 20 alle 15. Si è formata una nuova maggioranza Pd-M5S-LeU-autonomie che ha bocciato le mozioni del centrodestra. Nel dibattito, Salvini, in un intervento pieno di polemiche è molto contestato dal Pd, ha accettato la proposta del M5S di approvare la legge sulla riduzione dei parlamentari andando subito dopo al voto: una idea tutta da verificare perchè se passasse la legge Fraccaro l’appuntamento con le urne non sarebbe possibile prima della primavera inoltrata del 2020. Di Maio ha osservato che la Lega ha fatto una mossa positiva ma ha ribadito di non capire il perché della crisi di governo. La situazione resta dunque molto confusa. Con l’unico dato certo che oggi si è formata una nuova maggioranza è con la prospettiva di un allungamento dei tempi della crisi. L'articolo Una nuova maggioranza mette sotto Salvini, i tempi si allungano proviene da Democratica .'

La crisi di governo (e la soluzione) secondo Renzi

Politica Democratica

Renzi ha detto di parlare da ex presidente del Consiglio e non da senatore Pd L'articolo La crisi di governo (e la soluzione) secondo Renzi proviene da Democratica .
'“Salvini ha fallito e si deve dimettere. Serve un esecutivo istituzionale. Tutte le forze responsabili diano vita a un esecutivo per evitare l’aumento dell’Iva al 25%”. Matteo Renzi  in conferenza stampa al Senato appoggia ufficialmente il “lodo Bettini”, ossia la proposta di un accordo di legislatura con il M5s. “Siamo di fronte a un fatto clamoroso – afferma Renzi –  e nella mia veste di ex premier trovo che sia un passaggio che non va sottovalutato: è la prima volta che si apre una crisi in pieno Ferragosto e si ipotizza di votare in piena sessione di bilancio, che la nomina del commissario Ue è fuori dall’ordine del giorno, che c’è un clima d’odio generalizzato. Avverto il bisogno di lanciare un appello a tutte le forze politiche che oggi ha lo spazio per essere accolto: c’è una occasione che viene testimoniata dal voto sul calendario che forse oggi si terrà. Dico forse perché Salvini scopre di essere in minoranza”. Renzi poi dà ragione al segretario dem: “Zingaretti ha avanzato due richieste, unità e che la segreteria gestisca questo passaggio. Sono richieste comprensibili, da accogliere, è giusto ci sia l’unità massima da parte delle forze politiche”. E aggiunge: “Non mi pento e sono orgoglioso di aver detto l’anno scorso all’accorso M5S-Pd. Ora ci sono condizioni opposte, è tutta un’altra storia rispetto a 18 mesi fa. Non c’è un accordo Pd-M5S suffragato dal voto popolare”. “Non mi impicco alle formule”, aveva detto qualche ora prima al Tg2 in merito all’ipotesi di un governo di scopo. Ribadendo in merito alla conferma di Giuseppe Conte come premier: “Non è che in questo anno abbia brillato, è stato un premier inesistente, ma non tocca a me decidere. È compito del capo dello Stato”. L'articolo La crisi di governo (e la soluzione) secondo Renzi proviene da Democratica .'