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Sport estremi notizia | Njus Italia

Incidente a Francesco Cassandro sul GVII

Sport estremi Alpinisti e Montagne

La moglie di Cala Cimenti, Erika, conferma che lo scalatore italiano sta bene e ha raggiunto il compagno di spedizione al GVII, Francesco Cassardo, caduto durante la discesa. Stanno attendendo i soccorsi. La speranza è che possano intervenire gli
'La moglie di Cala Cimenti, Erika, conferma che lo scalatore italiano sta bene e ha raggiunto il compagno di spedizione al GVII, Francesco Cassardo, caduto durante la discesa. Stanno attendendo i soccorsi. La speranza è che possano intervenire gli elicotteri anche se in Pakistan la giornata volge al termine. (Foto Steve Razzetti)'

Tashi Sherpa: “quest’anno il K2 non vedrà nessuno in vetta”

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Tashi Sherpa direttore di Seven Summit Treks, l’agenzia i cui sherpa hanno tentato invano di attrezzare il Collo di Bottiglia è decisamente pessimista riguardo alla possibilità che il K2 sia scalabile quest’anno. Ecco cosa ha postato: “Il meteo sul
'Tashi Sherpa direttore di Seven Summit Treks, l’agenzia i cui sherpa hanno tentato invano di attrezzare il Collo di Bottiglia è decisamente pessimista riguardo alla possibilità che il K2 sia scalabile quest’anno. Ecco cosa ha postato: “Il meteo sul K2 nella prossima settimana sarà più ventoso e ci saranno nevicate. Vuol dire che quest’anno il K2 non vedrà nessuno in vetta. Se la neve sarà più profonda intorno al Collo di bottiglia ci sarà grande pericolo di valanghe. La cosa più importante è concentrarsi sulla sicurezza”.'

Il racconto di Francois Cazzanelli

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Ecco il bel racconto di Francois Cazzanelli della sua salita integrale della Cresta di Peuterey (Monte Bianco) in cordata con Andrea Steindl: 4276 metri di dislivello per 45,37 km di sviluppo. Foto di Marco Camandona e Luca Rolli.     “Integrale
'Ecco il bel racconto di Francois Cazzanelli della sua salita integrale della Cresta di Peuterey (Monte Bianco) in cordata con Andrea Steindl: 4276 metri di dislivello per 45,37 km di sviluppo. Foto di Marco Camandona e Luca Rolli.     “Integrale di Peuterey…Un piccolo sogno che mi frullava in mente da tempo! È da diversi anni che volevo scalare questa immensa cresta tutta d’un fiato partendo dal fondovalle e facendoci ritorno. Sentivo che quest’anno era l’anno buono! Lo scorso inverno propongo il mio progetto a Andy che entusiasta accetta subito e prima della mia partenza per l’Alaska pianifichiamo tutto nei minimi dettagli. E così giovedì 18 luglio ci troviamo in Val Veny. Prepariamo il materiale e il pomeriggio portiamo i nostri zaini alla base della cresta sud della Noire e ritorniamo a valle! Il mattino dopo (venerdì 19 luglio) alle 3:30 partiamo dal Campeggio Monte Bianco la sorgente Peuterey!! Tutto gira perfettamente e dopo 5 ore siamo in vetta alla Noire facciamo le doppie e ripartiamo verso la Blanche. Senza intoppi dopo 9 ore e 30 minuti siamo al colle di Peuterey pronti ad attaccare il Pillier d’angle e la cresta di Peuterey. Dopo 11 ore e 50 minuti dalla partenza siamo sul Monte Bianco di Courmayeur e dopo 12 ore e 12 minuti sulla vetta del Monte Bianco di Chamonix! Ci abbracciamo, arrivano anche Teto e Jerome che hanno salito la cresta in due giorni un momento un momento stupendo! Restiamo in vetta 10 minuti poi  ripartiamo! Non è finita ci tocca ancora ritornare a valle! Per la discesa abbiamo scelto la via normale Italiana dal rifugio Gonnella. La stanchezza si fa sentire lo zaino con dentro tutto il materiale sembra sempre più pesante! Stringiamo i denti e dopo 15 ore e 55 minuti facciamo ritorno al camping Peuterey la sorgente da dove siamo partiti alle 3:30 della mattina (per scendere abbiamo impiegato 3 ore e 33 minuti). Per darvi i numeri in 15 ore e 55 minuti abbiamo salito e sceso 4276 m di dislivello con uno sviluppo di 45,37 km. Ci tengo a ringraziare Matteo Pellin che ci ha ospitato nel suo campeggio durante i giorni di allenamento e durante il progetto! Inoltre un super ringraziamento va a Marco Camandona – Alpinist & Mountain Guide e Luca Rolli che hanno scattato le bellissime foto che potete vedere! Ringrazio Andreas Steindl che mi aiutato a realizzare questo mio piccolo sogno!! L’estate non è ancora finita e prima di ripartire in spedizione ho ancora qualche idea stay tunned.”'

Tatuaggi e pensieri del Gurkha

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Nuovo post di Nirmal Purja, che a parte i tatuaggi non svela il suo programma per i prossimi giorni. L’ex gurkha dopo i due Gasherbrum è a quota 9 Ottomila e deve salire nei prossimi giorni i due Ottomila pakistani che gli mancano se vuole restare
'Nuovo post di Nirmal Purja, che a parte i tatuaggi non svela il suo programma per i prossimi giorni. L’ex gurkha dopo i due Gasherbrum è a quota 9 Ottomila e deve salire nei prossimi giorni i due Ottomila pakistani che gli mancano se vuole restare in corsa per il suo “Progetto Possibile” dei 14 Ottomila in soli 7 mesi. Ecco cosa scrive: “Sì, qui sono preso da pensieri profondi: sto pensando K2 o Broad Peak adesso? Questa immagine è stata scattata al campo 1 di GI & GII dopo le vette. A dire il vero, mi stavo solo godendo il sole e la vista e, ovviamente, la mia vacanza preferita”.'

Cimenti-Confortola, incontri tricolori sul Gasherbrum

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Ci sono stati incroci tricolore ai piedi dei Gasherbrum, come comunicato sul profilo di Cala Cimenti. Che è partito per il suo tentativo sul GVII anche calcolando come riuscire a incontrare Marco Confortola di ritorno dalla sua salita del GII. Per
'Ci sono stati incroci tricolore ai piedi dei Gasherbrum, come comunicato sul profilo di Cala Cimenti. Che è partito per il suo tentativo sul GVII anche calcolando come riuscire a incontrare Marco Confortola di ritorno dalla sua salita del GII. Per portargli un “regalo”: una bottiglia di Coca Cola…'

Retroscena degli sherpa sul Collo di Bottiglia

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Due fotografie notturne del K2 mostrano una novità interessante: finora si sapeva di due tentativi degli sherpa di attrezzare il Collo di Bottiglia, entrambi falliti, in due giorni successivi, per il distacco di piccole valanghe. In entrambe le
'Due fotografie notturne del K2 mostrano una novità interessante: finora si sapeva di due tentativi degli sherpa di attrezzare il Collo di Bottiglia, entrambi falliti, in due giorni successivi, per il distacco di piccole valanghe. In entrambe le occasioni, gli sherpa (prima di Seven Summit Treks, poi di Imagine Nepal) hanno detto che la situazione era troppo pericolosa per proseguire appunto a causa del pericolo di valanghe nel Collo di Bottiglia e anche per la neve troppo fonda (fino a un metro e mezzo), che rallentava moltissimo la marcia. Ma queste due foto, scattate evidentemente a distanza di poco tempo da due alpinisti diversi (Eduard Ulysses e David Roeske), mostrano che il Collo di Bottiglia era stato superato, probabilmente nella seconda occasione. Sotto il Grande Seracco, oltre la metà del Traverso, infatti si vede una luce frontale. Poiché nella prima foto questa luce è più in alto mentre quelle che si trovano sotto il Collo di Bottiglia sono più in alto nell’altra, si direbbe che sia stato proprio colui (sembra una persona sola) che stava nel Traverso a decidere la ritirata.'

Vielmo in vetta con il Parent Project

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La foto di vetta di Mario Vielmo, dietro di lui ben riconoscibile il Chogolisa. Come si vede l’alpinista italiano ha portato agli 8047 metri della cima principale del Broad Peak la bandiera di Parent Project. Si tratta di una onlus costituita nel
'La foto di vetta di Mario Vielmo, dietro di lui ben riconoscibile il Chogolisa. Come si vede l’alpinista italiano ha portato agli 8047 metri della cima principale del Broad Peak la bandiera di Parent Project. Si tratta di una onlus costituita nel 1996 da un gruppo di genitori di bambini affetti da Distrofia di Duchenne e Becker, malattia muscolare dell’infanzia. Lo scopo dell’associazione è quello di migliorare la qualità della vita dei bambini affetti da questa patologia assistendone le famiglie, promuovendo e finanziando la ricerca scientifica e diffondendo le procedure di trattamento e i protocolli terapeutici.'

Mingma G: “Troppo alto il pericolo di valanghe sul K2”

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Sempre a proposito di K2, ecco cosa scrive Mingma G., titolare dell’agenzia Imagine Nepal, i cui sherpa hanno effettuato il secondo tentativo (il primo era stato fatto da quelli di Seven Summit Treks) di attrezzare il Collo di Bottiglia: “La nostra
'Sempre a proposito di K2, ecco cosa scrive Mingma G., titolare dell’agenzia Imagine Nepal, i cui sherpa hanno effettuato il secondo tentativo (il primo era stato fatto da quelli di Seven Summit Treks) di attrezzare il Collo di Bottiglia: “La nostra squadra del K2 è tornata al campo base ora. Siamo quasi sicuri di non fare un altro tentativo a causa della troppa neve sopra il Collo di Bottiglia. Se si trattasse solo della neve profonda allora potremmo ancora provare, ma c’è pericolo di valanghe. Quindi la decisione migliore sarebbe quella di non mettere in pericolo la vita di nessuno”.'

“Il merito dell’uomo nell’arena…” il messaggio del gurkha

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Nirmal Purja dopo lunghi giorni di silenzio (cioè dopo il racconto, polemico, della salita del Nanga Parbat) è tornato a farsi vivo per confermare a modo suo di aver salito anche i due Gasherbrum e di essere quindi a quota 9 Ottomila. Lo ha fatto
'Nirmal Purja dopo lunghi giorni di silenzio (cioè dopo il racconto, polemico, della salita del Nanga Parbat) è tornato a farsi vivo per confermare a modo suo di aver salito anche i due Gasherbrum e di essere quindi a quota 9 Ottomila. Lo ha fatto con le due foto in posa (si possono vedere, rispecchiati, i due non nominati sherpa che lo hanno accompagnato) e il post, davvero povero di informazioni (però promesse…) che segue: “L’UOMO NELL’ARENA▪ . Saliti Gasterbrum 1 8080 e Gasherbrum 2 8035 m in 3 giorni dopo aver coperto 8 giorni di trekking dal Nanga Parbat in soli 3 giorni. Orologi Bremont . Dopo il maltempo sul Nanga Parbat e l’apertura della via, io e il resto del team di Project Possible Bremont eravamo esausti, abbiamo comunque trasferito tutti i nostri bagagli ai Gasherbrum per oltre 40 km. . Il team ha dovuto superare alcune esperienze estreme e impegnative sul G1. Maggiori dettagli seguiranno. . Abbiamo avuto poca o nessuna tregua tra G1 e G2 ma sono estasiato nel dire che è … . 9x8000m . “Non è il critico che conta, non l’uomo che indica come l’uomo forte incespica, o dove chi agisce avrebbe potuto farle meglio. Il merito appartiene all’uomo che è effettivamente nell’arena, il cui volto è rovinato per la polvere, il sudore e il sangue, chi lotta valorosamente, chi sbaglia, chi tenta e ritenta subito, perché non c’è sforzo senza errori e mancanze, ma chi si sforza veramente di fare le azioni, chi conosce grandi entusiasmi, le grandi devozioni; chi spende se stesso in una causa meritevole, chi dà il massimo conosce alla fine il trionfo dell’alto successo, e chi nel caso peggiore fallisce, almeno fallisce mentre osa molto, così che il suo posto non sarà mai con quelli freddi e le anime timide che non conoscono né vittoria né sconfitta.” .'

Mario Vielmo ha salito il Broad Peak

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Mario Vielmo ha salito ieri il Broad Peak. Lo ha annunciato solo oggi, al rientro al campo base dopo la lunghissima discesa (è arrivato 24 ore dopo la vetta). L’alpinista vicentino era partito da c3 alle 22 del 16 ed è arrivato in vetta alle 16.30
'Mario Vielmo ha salito ieri il Broad Peak. Lo ha annunciato solo oggi, al rientro al campo base dopo la lunghissima discesa (è arrivato 24 ore dopo la vetta). L’alpinista vicentino era partito da c3 alle 22 del 16 ed è arrivato in vetta alle 16.30 del 17. Il freddo e il vento che aveva cancellato le tracce hanno rallentato molto la salita. Peraltro Vielmo, al contrario della maggioranza degli scalatori, ha raggiunto la vetta principale. Come da previsioni di Karl Gabl, il meteorologo austriaco che assiste un gran numero di spedizioni, la giornata era bellissima e nel pomeriggio anche il vento è calato. Sulla cima principale con Vielmo è arrivata solamente la peruviana Graziella Flor. Il piccolo team di 5 scalatori di cui facevano parte non ha usato né i portatori né le bombole. Nella foto, il Broad Peak, in primo piano con dietro i Gasherbrum, visto dalla vetta del K2.'

Ballinger insiste sul K2

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Sul K2 a quanto pare non tutti si sono arresi. Adrian Ballinger ha postato questa magnifica foto e le righe che trovate sotto. La foto dimostra che la via scelta per provare a raggiungere il Traverso non era all’interno del Collo di Bottiglia, ma
'Sul K2 a quanto pare non tutti si sono arresi. Adrian Ballinger ha postato questa magnifica foto e le righe che trovate sotto. La foto dimostra che la via scelta per provare a raggiungere il Traverso non era all’interno del Collo di Bottiglia, ma alla destra, oltre le rocce che lo delimitano da quel lato. Dalla visibilissima traccia si capisce bene anche quanto la neve fosse fonda. “Individua gli scalatori … Dopo un mese da quando sono uscito di casa – arrampicata ripida, tempo perfetto, grandi amici – ieri @ carla.perez.ec @estebantopomena @namgye @pembageljesherpa e io siamo arrivati a  7800m sotto il “Collo di Bottiglia”. Stavo aspettando di vedere dal vivo la cosa spaventosa di cui avevo letto e sentito parlare per 30 anni. Lo è …  E quest’anno, forse più che mai. Nonostante uno sforzo epico degli sherpa di oltre 12 ore in 3 giorni, nessuno è stato in grado di aggirare il Collo di Bottiglia sulle pendici sommitali della montagna. Neve profonda fino al petto, valanghe, e per tutto il tempo il seracco di 120 metri che sporge sopra, in attesa del crollo di un altro pezzo. Si dice che queste condizioni stiano mandando la maggior parte (tutte?) delle squadre a casa. Nel frattempo, questa salita al Campo 4 era solo la fine delle nostre rotazioni di acclimatazione. Ora siamo pronti per una spinta al vertice! Non sappiamo se la montagna ce la lascerà fare. Per ora, whiskey e barbecue nel campo base…”'

Il 9° Ottomila di Nirmal Purja

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Dal campo base dei Gasherbrum i funzionari pakistani hanno ufficializzato l’ennesimo exploit di Nirmal Purja, l’ex membro dei gurkha, le forze speciali del Regno Unito, che sta cercando di salire tutti gli Ottomila in soli 7 mesi. “Nims”, insieme a
'Dal campo base dei Gasherbrum i funzionari pakistani hanno ufficializzato l’ennesimo exploit di Nirmal Purja, l’ex membro dei gurkha, le forze speciali del Regno Unito, che sta cercando di salire tutti gli Ottomila in soli 7 mesi. “Nims”, insieme a Mingma David Sherpa (con lui nella foto) e Galjen Sherpa del suo team “Project Possible”, questa mattina ha raggiunto la vetta del Gasherbrum II (8.035 m). Ora stanno cercando di rientrare al campo base entro sera. In precedenza, Nirmal Purja tre giorni fa aveva salito anche il Gasherbrum I. Con ogni probabilità ha quindi seguito le due vie normali. Ora “Nims”, che aveva scalato anche il Nanga Parbat il 3 luglio è a quota 9 Ottomila in 86 giorni, cioè a partire dal 23 aprile, quando ha raggiunto la vetta dell’Annapurna. Ora l’ex gurkha e i suoi sherpa si sposteranno al campo base del Broad Peak o a quello del K2. Per completare il suo progetto impossibile, infatti, Nirmal Purja deve riuscire a salire anche queste due montagne pakistane prima della fine dell’estate per poi chiudere l’opera in autunno con gli ultimi 3 Ottomila fra Tibet e Nepal: Shisha Pangma, Cho Oyu e Manaslu. Il K2, se, come sembra, non offrirà quest’anno condizioni di salita in sicurezza nella parte sommitale, rischia di essere la sfida decisiva per il successo del progetto sul quale l’ex gurkha ha giocato tutte le sue carte per il presente e anche per il futuro. Ecco l’elenco delle sue salite di questa “corsa” agli Ottomila. Annapurna – 23 aprile Dhaulagiri – 12 maggio Kangchenjunga – 15 maggio Lhotse – 22 maggio Everest – 22 maggio Makalu – 24 maggio Nanga Parbat – 3 luglio Gasherbrum I – 15 luglio Gasherbrum II – 18 luglio     Nirmal ‘Nims’ Purja and Mingma David Sherpa at the base camp before heading for G1 and G2 summit. Photo Courtesy: Mingma David Sherpa'