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Ultime notizie da Corriere della Calabria, | Njus Italia

Addio a Morgante, “editore” della Gazzetta del Sud

Notizia Corriere della Calabria

Il presidente della Ses si è spento a 89 anni. È stato l'anima del quotidiano e colui che ha raccolto l'eredità del cavaliere Bonino. Cordoglio dell'Ordine dei giornalisti
'MESSINA È morto, a 89 anni, Giovanni Morgante, presidente della Ses, Società editrice del quotidiano Gazzetta del Sud, che dal 2017 ha rilevato anche il Giornale di Sicilia. Figlio di Pasquale Morgante, che fu, come tipografo, tra i pionieri di quel giornale nato nel 1952 per volere di Bonino, l’imprenditore venuto dalla Liguria a realizzare il sogno di un quotidiano del Sud, che facesse da ponte tra Sicilia e Calabria. La notizia è pubblicata sul sito Internet della Gazzetta del Sud. È stato l’anima della Gazzetta del Sud, il cuore pulsante, l’uomo che ha raccolto l’eredità del cavalier Umberto Bonino e che per decenni ha portato avanti uno dei più importanti progetti editoriali in Italia, con la lungimiranza dei grandi imprenditori e in più con un senso di umanità che era il suo segno distintivo. E Giovanni Morgante è stato tra le colonne portanti, assieme a Nino Calarco, di quel sogno diventato realtà. IL CORDOGLIO DELL’ORDINE Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ha inviato un messaggio di cordoglio e di condoglianze, «a titolo personale e a nome dell’intero Consiglio regionale dell’Ordine», all’amministratore delegato della Società editrice siciliana, Lino Morgante, per la scomparsa del padre, Gianni Morgante, presidente della stessa Ses. «Caro Lino – ha scritto Soluri nel messaggio – ti sono vicino nel dolore per la scomparsa di un grande ed indimenticabile protagonista dell’editoria e del giornalismo in Calabria e in Sicilia. Con Gianni Morgante scompare un pezzo di storia. Condoglianze sentite, anche a nome dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, a te, ai tuoi familiari e a tutta la “famiglia” della Gazzetta, per la quale Gianni Morgante è stato un autentico padre e un vero nume tutelare grazie alla sua esperienza, alla sua intelligenza, alla sua capacità e al suo equilibrio».'

Operaio muore in un cantiere a Monasterace

Notizia Corriere della Calabria

La vittima è un 45enne di Fuscaldo. Lavorava per un'impresa impegnata nei lavori in corso alla stazione. Ha battuto la testa mentre era alla guida di un trattore. Mezzo e luogo dell'incidente sono stati sequestrati
'MONASTERACE Un operaio, F.M., di 45 anni, di Fuscaldo (Cosenza), dipendente di un’impresa impegnata nell’esecuzione di lavori nella stazione ferroviaria di Monasterace, è morto in un incidente sul lavoro. L’operaio, nel momento dell’incidente, si trovava alla guida di un trattore. Nell’effettuare una manovra in retromarcia, si è affacciato dall’abitacolo del trattore battendo la testa contro un container posizionato a ridosso dei binari. Il decesso dell’autista, a causa delle lesioni riportate nell’urto, è stato immediato. Vani i tentativi di soccorso da parte di alcuni colleghi di lavoro e del personale del 118. Sul posto, per i rilievi, si sono recati i carabinieri di Monasterace e della Compagnia di Roccella Jonica. Il mezzo a bordo del quale si trovava la vittima e il cantiere in cui si é verificato l’incidente sono stati posti sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Locri.'

«Il mare di Diamante non è sporco». E Magorno ne beve un bicchiere – VIDEO

Notizia Corriere della Calabria

Nuova performance del sindaco. Che manda giù un bicchiere d'acqua salata per smascherare la «campagna diffamatoria» contro la sua città. «Difendiamo le nostre ricchezze»
'In diretta dalla spiaggia grande. \'Noi vogliamo una città pulita,sicura e serena e andremo avanti per la nostra strada\' Pubblicato da Ernesto Magorno Sindaco su Venerdì 16 agosto 2019 DIAMANTE Una nuova dimostrazione pubblica a difesa del mare di Diamante. Il protagonista è, ancora una volta, il sindaco della cittadina del Tirreno, il senatore Ernesto Magorno, che ha dato vita a una performance singolare per mettere in risalto la pulizia del “suo” mare e mettere a tacere i «chiacchieroni» e i responsabili di una «campagna diffamatoria» contro Diamante. Magorno, come testimonia un video pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha bevuto un bicchiere di acqua di mare per smontare la “bufala” del mare sporco, portata avanti, secondo il sindaco, attraverso immagini «costruite e falsificate». «Il nostro mare – dice Magorno – è pulito. C’è un nuovo tentativo di fare una campagna diffamatoria nei confronti della nostra città. Noi torniamo a difenderla. La nostra ricchezza sono il mare, i turisti, il nostro patrimonio, i talenti che stiamo cercando di mettere a frutto». Il parlamentare ripete dunque il gesto di bere l’acqua del mare, così come fatto alcune settimane fa. «L’altra volta l’ho bevuta con le mani, e qualcuno ha dubitato; adesso lo faccio con un bicchiere trasparente», spiega il parlamentare prima di mandare giù l’acqua salata. «Ecco l’acqua del nostro mare: pulita, trasparente. Lo dico a chi strilla per denigrare la nostra città. Il sindaco ne beve l’acqua per dimostrare alla città e ai suoi turisti che questo mare è davvero pulito».'

Barca in avaria nei Laghi di Sibari, salve sei persone

Notizia Corriere della Calabria

Cinque adulti e un bambino soccorsi dalla guardia di finanza. Nessun ferito
'SIBARI Sei persone, cinque adulti e un bambino, che si trovavano a bordo di una barca in avaria incagliatasi sugli scogli del Canale degli Stombi, ai Laghi di Sibari, sono state soccorse dall’equipaggio di una motovedetta del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia della Guardia di finanza. Il personale della motovedetta ha intercettato la richiesta di soccorso inoltrata dai diportisti in difficoltà ed ha provveduto a disincagliare l’imbarcazione, conducendo poi il natante nei Laghi di Sibari. Nessuna delle persone che erano a bordo dell’imbarcazione ha riportato conseguenze.'

Libro nero, confermati i domiciliari per Romeo

Notizia Corriere della Calabria

Il Tribunale del riesame rigetta l'istanza presentata dal capogruppo del Pd in consiglio regionale. Stessa decisione per il maresciallo della guardia di finanza coinvolto nell'inchiesta
'REGGIO CALABRIA Sebi Romeo resta ai domiciliari. Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria ha rigettato l’istanza presentata dal capogruppo del Pd in consiglio regionale, arrestato lo scorso 31 luglio nell’ambito dell’operazione “Libro nero”. Romeo è accusato di tentata corruzione in quanto, secondo gli inquirenti, avrebbe promesso, in cambio di notizie riservate su alcune indagini, l’assunzione di una persona che sarebbe stata segnalata dal maresciallo della guardia di finanza Francesco Romeo, anche lui ai domiciliari. Il Tdl ha deciso la conferma della misura cautelare anche per quest’ultimo.'

Regionali, Oddati dice no: «Niente primarie, Oliverio non sarà il candidato del Pd»

Notizia Corriere della Calabria

Il responsabile per il Sud chiude all'ipotesi delle consultazioni interne e invita il governatore a favorire un nuovo percorso: «Deve darci una mano a vincere, i dem calabresi sono spaccati». Corsa solitaria per il presidente? «Non si può stare nel
'di Pietro Bellantoni LAMEZIA TERME «Non ci sono le condizioni politiche e organizzative per le primarie del Pd calabrese. Non c’è unità intorno a Oliverio . Consultazioni fratricide rischierebbero di indebolire un processo, non di rafforzarlo». Il responsabile per il Sud del Pd, Nicola Oddati , uno degli uomini più vicini al segretario Zingaretti , mette la parola fine alla querelle che ha agitato l’estate dei dem calabresi. La via stretta percorsa dal governatore, con l’appoggio di decine di sindaci e amministratori, rischia dunque di condurlo non verso la ricandidatura, ma verso un vicolo cieco. Oddati, Oliverio deve rassegnarsi? «Non voglio mortificare i sindaci che chiedono le primarie. Mi pare logico che ci sia un sostegno diffuso a chi ha governato in questi anni. Mi sento di dire, però, che noi abbiamo assunto una posizione esplicita e chiara». Ce la ricorda? «Non è mai stato espresso un giudizio negativo sul lavoro fatto dal presidente della Regione e dalla sua giunta. Abbiamo anche detto che sul fronte della legalità sono stati fatti passi in avanti e che questa giunta, complessivamente, è stata un argine nei confronti dei poteri criminali. Proprio per questo vorrei che si comprendesse che noi abbiamo assunto una posizione non per penalizzare la volontà di partecipazione e, men che meno, chi ha governato questa regione. Abbiamo espresso una preoccupazione forte sul fatto che tutto questo rischia di non bastare, se non c’è un fattore di novità. Abbiamo esortato il presidente della Regione e il gruppo dirigente calabrese a metterlo in campo assieme, responsabilmente, questo fattore. Serve un senso di responsabilità collettiva». Ma la segreteria nazionale ha detto in modo chiaro a Oliverio che le primarie non si faranno? «Oliverio ha mandato una lettera in cui ha riproposto la sua candidatura, che fosse frutto di una decisione del partito o effetto delle primarie. Noi abbiamo risposto dicendo che la nostra opinione, in quanto gruppo dirigente, è che bisogna cambiare il candidato. Che serve una candidatura di novità. Questa è la nostra risposta a domanda precisa. Non ci siamo sottratti. Credo che ci possano accusare di tutto, tranne di non aver agito con la massima correttezza e alla luce del sole, dicendo sia in privato, sia nelle occasioni formali, qual è l’opinione del gruppo dirigente nazionale. Noi ci muoviamo per avere un candidato deciso da tutti, perché riteniamo che in questo momento non ci siano le condizioni politiche, organizzative e di clima generale per organizzare primarie nelle quali ci si scontra intorno al candidato». Chiarissimo: niente voto interno. «Esatto. Il partito è commissariato, sarebbe opportuno anche provare a fare un congresso regionale e avere un gruppo dirigente autorevole e scelto dai calabresi. Ma per fare tutto questo occorre un punto di partenza. E per noi il punto di partenza è che ci sia un candidato sul quale ci sia una convergenza unitaria. E che ci consenta poi di costruire condizioni nuove per poter combattere la battaglia». Ma? «In questo momento, è vero, ci sono forze che sostengono le primarie e il governatore, ma ci sono anche altre forze del partito che avversano Oliverio apertamente. Il partito è spaccato». Ci fa qualche nome? «Non ce n’è bisogno. Nel gruppo dirigente calabrese ci sono divisioni intorno al presidente della Regione. E questa è una delle ragioni che ci spingono a fare questa valutazione. Se le cose stanno cosi, è anche perché il giudizio sugli anni che sono alle nostre spalle non è condiviso da tutti. E se non c’è un partito unito, è più difficile fare una coalizione ampia. Noi abbiamo elencato le ragioni della nostra scelta: non c’è unità su Oliverio. Se si facessero primarie fratricide rischieremmo di indebolire un processo, non di rafforzarlo. Quindi richiamiamo tutti alla responsabilità, non possiamo essere solo noi ad averla. In particolare, l’abbiamo chiesta a Oliverio, perché pensiamo che sia una figura autorevole, di primissimo piano, che ha svolto egregiamente la sua funzione. Ma siamo consapevoli che questo rischia di non bastare da un punto di vista elettorale. Rischiamo di perdere una sfida importante». Come se ne esce, allora? Il passo indietro di Oliverio può determinare l’unità? «Proprio per questo non ci sono proposte alternative a Oliverio». Si spieghi meglio. «Oliverio non è una proposta. Noi abbiamo detto che non siamo favorevoli alla sua candidatura. Non sarà il candidato del Pd, non si torna indietro». Più che chiaro. «Oliverio è una risorsa preziosa e deve stare in campo per darci una mano a costruire le condizioni per vincere. Tutte le altre realtà del partito devono essere coinvolte in una partecipazione unitaria e il candidato deve essere lo specchio dell’unità tra tutte queste componenti». Secondo lei, Oliverio favorirà questo processo? «Capisco la sua aspirazione a riproporsi, è legittimo. Ma noi dobbiamo fare una valutazione politica. Sul piano personale provo dispiacere a dire queste cose. Ma se l’unità non c’è, bisogna tenerne conto. E tutto questo non può trasformarsi in un finto scontro metodologico». Cosa intende dire? «Oliverio è il presidente uscente e, in una situazione normale, non ci sarebbe stato bisogno di fare le primarie. Quindi non sono le primarie il problema. Il problema è che non c’è unità nel partito, la questione è di natura politica. Noi ascoltiamo tutti, ma si deve tenere conto che la nostra opinione non è dettata dal fatto che siamo cattivi, ma dalla preoccupazione e dal senso di responsabilità. La cosa più importante è scegliere un candidato che ci possa permettere di fare una coalizione forte, di avere il partito unito e di vincere di nuovo». Il punto è: quando inizierà questa nuova fase del Pd? «Non vogliamo calare nomi dall’alto, ma che ci sia una partecipazione. Quando si sarà un po’ rasserenato il clima, cosa che ritengo necessaria, parleremo con tutti e vedremo quali saranno le ipotesi in campo per costruire un percorso». Farete assemblea regionale? «Vedremo. Si riuniranno gli organismi. Siamo disponibili a coinvolgere tutto il partito realtà per realtà, federazione per federazione. Nessuno pensa di imporre scelte ai calabresi. Pensiamo che ci sia lo spazio per un percorso condiviso». Ci sono già i papabili per la candidatura finale? «Non è il caso che mi metta a fare nomi. È chiaro che ci saranno e diventeranno più praticabili quando il clima sarà meno teso. C’è un percorso democratico e alla sua fine tireremo le somme». E se Oliverio si candidasse comunque, a prescindere dal Pd? «Non voglio nemmeno ipotizzare questo scenario. Oliverio è un dirigente nazionale e regionale del partito. Sono certo che, dopo questa fase legittima di resistenza, ci sarà un lavoro comune. Credo che insieme costruiremo il percorso migliore affinché il centrosinistra vinca in Calabria. Una scelta suicida non avrebbe alcun senso. Vorrei che il nostro senso di responsabilità non inducesse a tirare la corda. Non possiamo stare nel Pd solo quando ci fa comodo e solo quando le scelte del partito coincidono con i nostri interessi individuali. Questo non va bene per me, non va bene per Renzi, per Zingaretti e nemmeno per Oliverio. Ma questa eventualità non rientra nella storia personale e politica di Mario. Lo escludo assolutamente. Mario rimarrà nel Pd e ci darà un grande contributo». Tutte le correnti sono d’accordo su questo percorso? «La valutazione che abbiamo espresso non è di parte o di un pezzo della segreteria, è condivisa. Tutte le aree del Pd sono d’accordo con l’idea di cambiare, di farlo con il sostegno di Oliverio e di costruire anche le condizioni, appena avremo fatto un passo in avanti verso la candidatura, per il congresso regionale. I tempi li vedremo. Il commissario regionale Graziano rimarrà in carica e coinvolgerà tutto il partito». Quando ci sarà l’ufficializzazione del candidato governatore? «Spero prima di tutti gli altri partiti. Mi pare che nessuno, in questo momento, abbia il proprio candidato. Il dibattito in Calabria si è avviato con un certo anticipo. Il nostro nome si saprà quando saremo tutti pronti e quando, tutti insieme, avremo maturato questa scelta. Il senso di responsabilità collettivo deve prevalere sulle aspirazioni individuali. È questo che noi chiediamo a chi in questi anni ha svolto funzioni apicali». ( p.bellantoni@corrierecal.it )'

Successo ad Arena per lo ZiccaJanca Fest

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Migliaia di visitatori agli stand gastronomici dislocati nelle viuzze del borgo normanno del Vibonese
'ARENA Un consistente afflusso di pubblico nel cuore dell’affascinante borgo normanno di Arena, nel Vibonese, ha certificato il successo dello ZiccaJanca Fest, giunto quest’anno alla settima edizione e inserito, per l’occasione, nel circuito del “Serre in festival”. Con il suo unico bagaglio di gusti, sapori e creative idee culinarie legate al fagiolo bianco tondo Zicca Janca, martedì 13 agosto scorso c’è stato, dunque, un connubio perfetto tra buona cucina della tradizione, prodotti tipici del territorio e percorsi tra le bellezze storiche, artistiche ed architettoniche di Arena che ha nuovamente incontrato il gusto di arenesi e non. A fare da cornice alla partecipata degustazione itinerante tra le viuzze dell’affascinante borgo medievale l’esplosività dei tamburini guidati dal maestro Antonino Luzza, la danza senza tempo dei giganti, la magia degli artisti di strada e dei musici dislocati per tutto il centro storico e, infine, la grande festa di Studio54Network con la straordinaria partecipazione di Moreno, Daniel e Astol, JuniorLuis e Marvanza. «Il risultato ci è sembrato assolutamente positivo – hanno dichiarato i vertici dell’Amministrazione comunale che ha curato l’evento – abbiamo ormai una formula rodata che piace agli arenesi e richiama tanta gente da fuori. In più nascono ottime e fondamentali collaborazioni con le più importanti aziende del territorio vibonese che ci dimostrano il loro entusiasmo per l’esito della manifestazione». Lo ZiccaJanca Fest si consolida, quindi, come appuntamento fisso a completamento del ricco calendario di eventi che animano l’agosto arenese e che richiamano nella cittadina normanna migliaia di visitatori.'

Pregiudicati tra i “portatori” di San Rocco, processione annullata nel Reggino

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La decisione del parroco della frazione Acquaro di Cosoleto è arrivata dopo le verifiche della Polizia. La maggioranza delle trenta persone che avrebbero dovuto portare la statua del santo aveva dei precedenti penali
'COSOLETO Nella frazione Acquaro di Cosoleto, nel Reggino, la processione organizzata per la ricorrenza di San Rocco è stata annullata dal parroco, don Giovanni Bruzzì, dopo che la Polizia ha accertato che la maggioranza dei circa trenta portatori della statua del santo era composta da persone con precedenti penali e di polizia. Una situazione che avrebbe violato le rigide disposizioni imposte in tal senso dal vescovo di Oppido Palmi, Francesco Milito, e dal questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone. In Calabria le disposizioni per evitare presenze di appartenenti alla ‘ndrangheta e di pregiudicati durante le processioni religiose sono particolarmente rigide. Le verifiche, in questo senso, sono particolarmente attente, in particolare, dopo quanto accadde nel 2014 ad Oppido Mamertina, sempre nel Reggino, quando l’effige della Madonna delle Grazie, con una deviazione del percorso stabilito per la processione, venne portata sotto l’abitazione del presunto boss della ‘ndrangheta Giuseppe Mazzagatti. È stato da quel momento che il vescovo Milito ha emanato precise direttive per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.'

Falerna, scoperta discarica abusiva a pochi passi dal lungomare – VIDEO

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La denuncia del sindaco Daniele Menniti: «Si tratta di rifiuti pericolosi provenienti da un’officina del Cosentino»
'FALERNA A segnalare il caso è direttamente il sindaco di Falerna, Daniele Menniti, che ha anche documentato con un video la scoperta di una vera e propria discarica abusiva a pochi passi dal lungomare del Comune tirrenico. Lo stesso primo cittadino è già intervenuto accompagnato da personale della Polizia municipale nel luogo in un cui sono stati abbandonati diversi rifiuti provenienti, spiega lo stesso Menniti, «presumibilmente da un’officina di Altilia». I sacchi lasciati a pochi passi dal mare contengono infatti rifiuti pericolosi e materiali di scarto in genere prodotti da un’officina meccanica. E sempre tra i rifiuti sono stati rinvenuti alcuni documenti hanno consentito all’amministrazione comunale di individuare il presunto colpevole. «Questa è una lotta – ha commentato Menniti – che condurremo senza sosta».'

Incidente a Crotone, morto un centauro 30enne

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Il giovane è andato a sbattere contro un'auto. Ancora da ricostruire la dinamica dell'impatto
'CROTONE Tragico incidente a Crotone. Un motociclista di 30 anni è morto nell’impatto con un’auto nei pressi del centro commerciale Akropolis. La moto sarebbe andata a sbattere contro una Fiat Multipla. La Polizia arrivata sul posto sta ricostruendo la dinamica dell’incidente. Per il giovane, trasportato nell’ospedale di Crotone, non c’è stato però nulla da fare. Sul posto anche i vigili del fuoco e il personale Anas.'

Il super yacht dell’ex emiro del Qatar fa tappa a Crotone

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L'imbarcazione è attraccata al porto. Lo sceicco ha pranzato in un noto ristorante della città con alcuni familiari
'CROTONE Il mega yacht non è certo passato inosservato. L’arrivo della super imbarcazione di proprietà dell’ex emiro del Qatar Tamin Bin Hamad Al Thani davanti al lungomare di Crotone ha colto di sorpresa tutti i bagnanti. Lo yacht “Katara” è attraccato al porto pitagorico intorno alle 13.30 di oggi. L’ex emiro, secondo quanto si apprende, una volta sbarcato, ha pranzato assieme ad alcuni familiari in un noto ristorante di Crotone ed è poi risalito sulla imbarcazione alla volta di altre mete turistiche del Mediterraneo.'

Precipita dal balcone a Parghelia, donna in gravi condizioni

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La vittima è caduta da un'altezza di dieci metri. Ha riportato un serio trauma cranico. Non si esclude il tentato omicidio
'PARGHELIA Una donna in gravi condizioni è stata trasferita da Parghelia, nel Vibonese, all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro in elisoccorso giunto sul posto dopo l’allarme lanciato dai sanitari dell’ospedale di Tropea accorsi per primi sul posto. La donna, per cause ancora in corso di accertamento, è precipitata dal balcone di un immobile alto oltre dieci metri riportando un serio trauma cranico. La polizia del posto fisso di Tropea e gli agenti della squadra mobile di Vibo Valentia hanno avviato le indagini per capire se ci si trovi dinanzi a un incidente oppure a un tentato omicidio.'

Notte di follia a Catanzaro: ubriaco picchia poliziotti e medici

Notizia Corriere della Calabria

Arrestato un 41enne. Dopo aver denunciato il furto del suo portafogli, l'uomo ha aggredito diverse persone e gli agenti arrivati sul posto
'CATANZARO Completamente ubriaco, ha aggredito prima i clienti e i gestori di un bar e poi si è scagliato con violenza contro i poliziotti. È successo ieri sera a Catanzaro Lido, dove gli agenti della squadra volante e del commissariato locale hanno arrestato A. R., catanzarese di 41 anni, resistenza, oltraggio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale nonché di lesioni personali volontarie, ai danni dei gestori dello stabilimento balneare ”Valentino Beach Club”. In particolare l’uomo, dopo avere consumato delle bevande presso il bar dello stabilimento, al momento di pagare, ha detto che qualcuno gli aveva appena rubato il portafogli. Da lì è iniziata una serie interminabile di violenze. Il 41enne si è prima scagliato contro i due gestori del locale, aggredendoli con pugni e schiaffi in viso e poi ha colpito un cliente con una raffica di pugni. Quando i poliziotti sono giunti sul posto hanno subito riconosciuto l’uomo, pluripregiudicato e noto per l’indole particolarmente aggressiva e violenta. Alla vista degli agenti, l’uomo si è gettato addosso a uno di loro facendolo cadere in terra. Anche quando è stato ammanettato, l’uomo ha cercato di divincolarsi dalla presa con le spalle, con l’intento di colpire in ogni modo i poliziotti con calci e testate. Una volta in auto, il 41enne ha dato delle testate sul pannello divisore in plexiglass, ferendosi sulla fronte. Una volta nel commissariato di Catanzaro Lido, l’uomo, ancora esagitato, ha colpito un poliziotto all’addome con pugni e calci gridando frasi ingiuriose e di minacce per poi prendere a testate una porta in vetro blindato. Portato in ospedale, l’uomo ha aggredito anche due medici prima di essere riportato alla calma. Il 41enne si trova ora ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.'

Disposta l’autopsia sul cadavere trovato ad Acri

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Il corpo in avanzato stato di decomposizione era stato rinvenuto in contrada “Serricella”. Probabile che si tratti di un uomo
'ACRI Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato trovato in contrada “Serricella” di Acri, nel Cosentino. Il cadavere, ridotto ad uno scheletro, è stato notato da un passante che ha subito informato i carabinieri della Compagnia di Rende. Le condizioni dei resti, secondo quanto riferito dai militari, non consentono, al momento, di identificare la persona deceduta e le cause della morte. È presumibile, tenuto conto degli abiti indossati dalla vittima, che si tratti di una persona di sesso maschile. La Procura della Repubblica di Cosenza ha disposto che sui resti venga effettuata l’autopsia.'

«Non servono primarie inutili, ma nuovi metodi»

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di Ettore Jorio*
'In questi giorni con la confusione che registra la politica nazionale, ove si ragiona al 90° minuto nel senso di tutelare, comunque, il Paese e la Nazione dagli effetti dell’applicazione della clausola di salvaguardia, che incrementerebbe l’Iva con un aumento vertiginoso dei prezzi al consumo, si ha modo di verificare in Calabria uno stravolgimento delle strategie elettorali per le prossime Regionali. Oliverio prende fiato, sperando di recuperare la bocciatura di Zingaretti attraverso il recupero del rapporto con Renzi, avviato a divenire il nuovo padrone della politica italiana, a tal punto da determinare qualche repentino ripensamento di alcuni già leader politici Pd avviati a transitare, altrimenti, con Salvini. Nella destra si avverte qualche tremore di troppo. Una Forza Italia pronta a sparire. Fratelli d’Italia che qui si rafforza e a Roma si prende il lusso di rifiutare transfughi provenienti da altre direzioni, spesso antitetiche. Una Lega che si promette di fare il pieno – sempre che riesca ad evitare una pessima figura il prossimo 20 agosto a seguito delle dichiarazioni al Senato del presidente Conte – ma che fa le bizze per dire sì definitivamente ad un candidato «unico». Gli altri, al di là di qualche iniziativa (molto) autonoma, pronta ai blocchi di partenza e in prossimità di un probabile ripensamento, e di qualche altra più organizzata e credibile, perché pensata da chi di politica e di Calabria produttiva ne mastica non poco, sono dietro il sipario (o quasi). La sinistra unita (spero davvero) attende di recitare il ruolo politico che la storia le ha assegnato e nei confronti del quale, ad onore del vero, la stessa non ha mai abdicato. I socialisti, diversamente classificati, tentano di riprendersi almeno una parte di quella soggettività politica che hanno egemonicamente esercitato in Calabria per decenni. I Cinquestelle, nonostante forti di una consolidata presenza alle nostre latitudini, quanto alla Calabria non sentono, non vedono e non parlano, attendendo probabilmente gli esiti dell’assist autocritico di Salvini e dell’aiuto renziano. Insomma, ancora una volta, è la politica nazionale a condizionare, ovviamente in negativo, il futuro dei calabresi, nei confronti dei quali è sempre stata disattenta, meglio responsabile di tutti i disagi e delle povertà ad ogni livello. Al clima effervescente dei derby Salvini-Di Maio e dei round Salvini-Conte, disputati con la regia del “Fellini” toscano della politica italiana (che è l’unico «ca ci capiscia») corrisponde uno stato di assoluta sonnolenza in Calabria. È come se lo Xanax fosse stato il piatto più quotato per Ferragosto e dintorni. Nonostante, l’avvicinarsi dell’ora delle decisioni irrevocabili, sembrano infatti tutti ricoverati nei diversi eremi che la dominano, per lo più partecipati dai “grandi” padri (in senso ovviamente delle peculiarità lipidiche) delle malefatte «antiche, moderne e contemporanee». Le uniche cose a viaggiare sono le intemperanze, gli odi, le vendette, le illazioni e le abbondanti stupidaggini. Nessuno parla di progetti, meglio del prodotto che intende realizzare per salvare la nostra regione dal baratro, in cui forse è nata ma nel quale non può più rimanere. Piuttosto che fare le inutili primarie, si ricorra a nuove metodologie. Il Festival del prodotto politico dovrebbe essere l’evento nel quale scegliere su cosa puntare e su come realizzarla. Su quale sanità giocare il jolly; su come resuscitare una assistenza sociale sino ad oggi sconosciuta; su quali trasporti pubblici investire i propri desideri. E ancora. Su come risanare il bilancio regionale e quali terapie utilizzare per guarire le società partecipate, altrimenti destinate a finire i giorni di morte “naturale”. Non solo. Su come tutelare il nostro maggiore patrimonio: l’ambiente. E soprattutto, come generare lavoro, lavoro e lavoro, finalmente impeditivo dell’emigrazione di quei giovani che fanno la ricchezza degli altri e la nostra irreversibile povertà. A giudicare il prodotto politico dovrà essere la più grande Giuria Popolare, quella dei calabresi residenti e di quelli che non lo sono, ma che hanno una grande voglia di ritornare ad esserlo ovvero di sbirciare la loro terra, dall’estero pieno zeppo di affetto, nelle graduatorie delle migliori. *Docente Unical'

Ha origine dolosa l’incendio di Ferragosto nel Parco del Pollino – VIDEO

Notizia Corriere della Calabria

Le fiamme hanno devastato una vasta area boschiva tra Saracena e San Basile e sono state domate dopo quasi 48 ore. Il sindaco Tamburi: «Nelle aree picnic c’erano tanti turisti che fortunatamente sono stati messi in salvo»
'SAN BASILE È di origine dolosa l’incendio che tra il 14 e il 15 agosto ha colpito una vasta area boschiva del Parco del Pollino, nel territorio dei Comuni di Saracena e San Basile ( qui la notizia). Le fiamme sono state domate solo sul finire della giornata di Ferragosto e, secondo quanto dichiarato dal sindaco di San Basile, Vincenzo Tamburi, il rogo sarebbe stato innescato il 14 agosto nel territorio di Saracena, al confine con San Basile, e si sarebbe poi allargato a causa del vento. «È stata colpita una pineta e una zona di querce – ha commentato Tamburi – ma l’impegnativo intervento di Calabria verde, dei Vigili del fuoco e dei volontari di alcune associazioni ha permesso di arginare i danni. Essendo a ridosso di Ferragosto – ha concluso il sindaco – c’erano ovviamente tati turisti nelle aree picnic della zona, che però sono stati prontamente allontanati e messi in salvo».'

Bimba si perde in spiaggia a Soverato, ritrovata dai cani-bagnini

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Avventura a lieto fine per la piccola di 7 anni, rintracciata dopo 40 minuti grazie all’intervento dei labrador addestrati al salvataggio
'SOVERATO Avventura a lieto fine a Soverato per una bimba di 7 anni, in vacanza con la famiglia, che, sfuggita per un momento all’attenzione dei genitori, si era smarrita sulla spiaggia. A ritrovare la piccola, la cui scomparsa aveva gettato nel panico e nell’angoscia i familiari, dopo circa 40 minuti di ricerche, sono stati i labrador-bagnini della Scuola italiana cani di salvataggio presente nella località turistica balneare del catanzarese con una postazione di sicurezza. Cinque unità cinofile Sam, Cloe, Pedro, Zoe e Maya, scattato l’allarme, si sono subito messe alla ricerca della bambina coadiuvate dai loro operatori facendosi strada tra la folla di circa 4 mila persone ammassata negli ombrelloni e sul bagnasciuga. Dopo circa 40 minuti, che per i genitori della bambina sono apparsi interminabili, la piccola è stata individuata mentre vagava impaurita alla ricerca del proprio ombrellone nella parte opposta rispetto a quella dove si trovavano la madre e il padre.'

Musei, il Polo regionale della Calabria accorpato con la Sardegna

Notizia Corriere della Calabria

Dal 22 agosto diventa operativa la riorganizzazione interna del Mibac decisa dal ministro Bonisoli, che riduce a 10 le strutture territoriali attraverso aggregazioni e trasferimenti
'Dall’istituzione di due musei nazionali alla nascita dei musei Etruschi, passando per la costituzione del parco del Castello di Miramare a Trieste e per gli accorpamenti di alcuni Poli, come quello della Calabria che è aggregato alla Sardegna. Sono queste alcune delle novità contenute nel decreto, siglato ieri dal ministro dei Beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, di attuazione della riorganizzazione interna del Mibac, decisa lo scorso 19 giugno dal Consiglio dei ministri e passata al vaglio della Corte dei Conti. Il provvedimento, che contiene disposizioni sull’organizzazione e funzionamento dei musei statali ed entrerà in vigore il prossimo 22 agosto, introduce le Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali che sono 10 e così ripartite: Direzione territoriale delle reti museali del Piemonte e della Liguria, di Lombardia e Veneto, dell’Emilia Romagna, della Toscana, del Lazio, di Abruzzo e Molise, della Campania, della Puglia e Basilicata, della Calabria e della Sardegna. Il decreto, inoltre, istituisce due musei nazionali, quello dell’Umbria e quello delle Marche, al posto della Galleria Nazionale dell’Umbria e dell’omologo sito delle Marche, all’interno dei quali transitano i musei non autonomi afferenti agli ex Poli museali di Umbria e Marche. E ancora, nascono i musei nazionali Etruschi con sede a Villa Giulia, che ricomprendono i musei etruschi e archeologici nazionali di Chiusi, Rocca Albornoz, Tarquinia, Tuscania, Cerite – Cerveteri, e le necropoli etrusche site nel Lazio (Banditaccia – Cerveteri e Monterozzi-Tarquinia) e in Toscana (Poggio Renzo – Chiusi, Tomba della scimmia – Chiusi). Il decreto, nel definire l’istituto di rilevante interesse nazionale, eleva i musei nazionali Etruschi a museo di seconda fascia, dotandolo, dunque, di autonomia speciale (non solo scientifica ma anche gestionale). Il provvedimento firmato da Bonisoli, infine, istituisce il parco del Castello di Miramare a Trieste, di cui fanno parte i musei inseriti nel polo museale del Friuli Venezia Giulia, stabilisce il passaggio della Galleria “Giorgio Franchetti” alla Ca’d’oro di Venezia alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, così come quello della Galleria dell’Accademia di Firenze e del Museo San Marco di Firenze agli Uffizi. A Milano, infine, il Cenacolo Vinciano passa alla Pinacoteca di Brera.​'