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Mancano 800 insegnanti a Como e provincia

Notizia Orizzonte Scuola

A Como e province ci sono 381 cattedre vuote in tutta la provincia. L'articolo Mancano 800 insegnanti a Como e provincia sembra essere il primo su Orizzonte Scuola .
'Per il sostegno sono dsiponibili 431 posti. I dati sono forniti da laprovinciadicomo.it Alle elementari si contano 77 posti liberi, 178 alle medie e 126 alle superiori. Seguendo lo stesso ordine, per il sostegno si contano rispettivamente 184, 185 e 62 cattedre vuote. Al momento in Lombardia sono quasi 15mila i posti di insegnanti, di cui 5608 di sostegno, cui se ne aggiungeranno con buona probabilità altri settemila, sempre di sostegno, per garantire la copertura per gli alunni diversamente abili presenti nelle scuole. Infine, più di 5500 docenti se ne andranno in pensione. L'articolo Mancano 800 insegnanti a Como e provincia sembra essere il primo su Orizzonte Scuola .'

Sbarco sulla Luna, la diretta tv fu un punto di non ritorno

Notizia Il Fatto Quotidiano

Dunque quel 20 luglio di 50 anni fa è stata una giornata fondamentale nella storia dell’umanità, come molti dissero all’epoca, o un giorno in cui non è accaduto nulla di speciale e che non è assolutamente il caso di commemorare? Dal punto di vista
'Dunque quel 20 luglio di 50 anni fa è stata una giornata fondamentale nella storia dell’umanità, come molti dissero all’epoca, o un giorno in cui non è accaduto nulla di speciale e che non è assolutamente il caso di commemorare? Dal punto di vista scientifico, antropologico, culturale e politico io non saprei cosa dire. Ma per ciò di cui mi occupo, la comunicazione televisiva e la sua storia, non ci sono dubbi: quel giorno o meglio quella notte fu un momento decisivo per l’evoluzione della tv e del suo ruolo nella società, quella italiana in particolare. Due novità si produssero in quelle lunghe ore in cui la tv seguì in diretta lo sbarco sulla luna dell’ Apollo XI e del suo equipaggio. Lasciamo da parte il diverbio tra Tito Stagno e Ruggero Orlando che sempre si cita e si mostra in queste occasioni e che resta un banale aneddoto e guardiamo un po’ più in profondità. La prima novità riguarda il formato . Quella dedicata all’arrivo dell’uomo sulla luna fu la prima “maratona” televisiva. Oggi siamo molto abituati a questo genere, forse anche un po’ inflazionato; basta poco – una tornata elettorale regionale, un referendum in Catalogna – per giustificarne la presenza. Ma in quegli anni di palinsesti fissi e di confini di genere molto rigidi, la scelta di una no stop in diretta, per seguire un evento circondato da molto entusiasmo ma anche da molta incertezza e non pochi timori, fu una scelta rivoluzionaria . La Rai la organizzò nel migliore dei modi, a cominciare dalla scelta dei commentatori in studio: oltre a Stagno e Orlando come corrispondente dagli Usa, c’erano Andrea Barbato e Piero Forcella , il fior fiore dell’informazione televisiva. Seppero costruire un racconto preciso e coinvolgente, senza pause anche nei tempi morti. Bisogna infatti ricordare che le immagini della discesa degli astronauti sul suolo lunare non furono trasmesse in diretta, come vuole una falsa ricostruzione, ma solo qualche ora dopo, quando in Italia era già l’alba. Per cui si dovettero riempire quelle ore di attesa, in cui milioni di italiani, già sazi dopo la grande emozione dell’annuncio del riuscito allunaggio del Lem, aspettavano incuriositi di vedere con i propri occhi il famoso “salto” di Neil   Armstrong . Se di tutto questo si tende a ricordare solo il battibecco tra due giornalisti, vuol dire che abbiamo davvero qualche problema nei riguardi della nostra storia. Poi c’è un secondo elemento di novità, forse ancor più importante. Quella notte sancì un passaggio di consegne fondamentale nella storia dell’ informazione , il passaggio dall’epoca del primato della stampa a quello della tv . Anche qui forse occorre un po’ di contestualizzazione storica. Alla fine degli anni Sessanta, soprattutto in Italia e in Europa , la tv non aveva ancora raggiunto la piena maturità. Benché avesse fatto molti progressi sul pano tecnico e linguistico rispetto alle sue origini nel decennio precedente, era considerata soprattutto un piacevole strumento di intrattenimento domestico, ancora fragile come mezzo di informazione e di formazione dell’opinione pubblica, sottoposta all’invadenza dei governi e di conseguenza assai poco affidabile, priva di quell’autorevolezza che apparteneva alla carta stampata, che infatti la snobbava apertamente. Soprattutto in Europa, mentre negli Usa c’era già stato il Vietnam e le corrispondenze televisive di Walter Cronkite , che avevano cambiato l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti della guerra. Ma quella notte cambiò tutto anche nel Vecchio Continente. Le immagini di quello che doveva essere l’evento del secolo, che avrebbe mutato il corso della storia come la scoperta dell’ America , viste dai cittadini con i propri occhi, in tempo reale, dalle proprie case ridussero i giornali, usciti con cronache e commenti retorici 36 ore dopo, in una posizione di manifesta inferiorità , quasi marginale. Da questo punto di vista era l’inizio di una nuova epoca. Certo non si può dire che quel “sorpasso” sia stato definitivo. Basta ricordare quello che in Italia accadde solo pochi mesi dopo, con la strage di piazza Fontana e le vicende di Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli , quando un’informazione televisiva, vergognosamente appiattita sulla versione ufficiale, lasciò alla stampa, o almeno alla sua parte migliore, la ricerca della verità. Ma quello che era accaduto quella notte magica di 50 anni fa aveva segnato un punto di non ritorno, dimostrando come la televisione, anche quella pubblica dei sistemi europei, usata nel modo giusto e messa nelle mani giuste, avesse ormai occupato il ruolo di protagonista sulla scena dell’informazione. L'articolo Sbarco sulla Luna, la diretta tv fu un punto di non ritorno proviene da Il Fatto Quotidiano .'

Ravenna. Schianto auto-moto: muore l’imprenditore Borghetti, era il re delle saune

Notizia Fanpage

La tragedia a Sant'Antonio di Ravenna. Per Maurizio Borghetti, imprenditore cesenate, non c'è stato nulla da fare. A piangere è anche il mondo del calcio. Era infatti uno dei 28 soci che insieme al fratello Marco aveva partecipato alla rinascita del
'La tragedia a Sant'Antonio di Ravenna. Per Maurizio Borghetti, imprenditore cesenate, non c'è stato nulla da fare. A piangere è anche il mondo del calcio. Era infatti uno dei 28 soci che insieme al fratello Marco aveva partecipato alla rinascita del Cesena Calcio, fallito un anno fa. Continua a leggere'

De Crescenzo, funerali a Santa Chiara. Sarà seppellito a Furore, in Costiera amalfitana

Notizia Ildenaro.it

È partita alla volta di Furore, in Costiera Amalfitana, dove sarà tumulata, la salma di Luciano De Crescenzo. Accompagnato da un applauso, il più lungo e sentito tra quelli che si sono susseguiti dall’inizio alla fine delle esequie napoletane
'È partita alla volta di Furore, in Costiera Amalfitana, dove sarà tumulata, la salma di Luciano De Crescenzo. Accompagnato da un applauso, il più lungo e sentito tra quelli che si sono susseguiti dall’inizio alla fine delle esequie napoletane celebrate nella Basilica di Santa Chiara, nel cuore di Napoli, il feretro dello scrittore ha attraversato la navata della basilica mentre i presenti invocavano il suo nome a gran voce. Sulla bara qualcuno ha adagiato una sciarpa della squadra partenopea. Concluso il rito nella basilica è stata diffusa la canzone napoletana “Era De Maggio” molto amata dallo scrittore, basata sui versi di una poesia del 1885 di Salvatore Di Giacomo. Il parroco: Ci ha fatto capire la bellezza delle nostre radici “Luciano De Crescenzo ha sempre sottolineato con importanza e passione il suo essere napoletano. Diceva, se dovessi rinascere vorrei rinascere napoletano’. Credo che questo sia qualcosa che non solo ci riempie di orgoglio, ma ci fa capire la bellezza delle radici che non dobbiamo mai abbandonare”. Lo ha detto padre Giovanni Paolo Bianco, parroco della Basilica di Santa Chiara, nella sua omelia ai funerali di Luciano De Crescenzo. “Era uomo che pensava e lasciava pensare – ha aggiunto padre Bianco – ha scritto, ha interpretato e ha saputo dare tanti messaggi anche ai giovani, traduceva in linguaggio semplice quel che scrivevano i grandi pensatori. Vogliamo ricordarlo, al di là del dolore del distacco, per il suo umorismo che oggi dovrebbe farci sorridere. Dobbiamo imparare da questo, l’eredità più bella delle persone che amiamo è portare avanti il suo pensiero, quello che ha saputo dare. In questo è stato un grande maestro”. Vincenzo De Luca: Il suo un messaggio di rigore “Luciano De Crescenzo, napoletano colto e civile, ricordava che non dobbiamo darci alibi perché altrimenti pregiudichiamo i futuro dei nostri figli e dei nostri territori. Era un messaggio di rigore che lanciava alla sua comunità con gentilezza e con un sorriso, è un messaggio prezioso che non dobbiamo dimenticare”, ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Il quale ha citato la scena del film “Così parlò Bellavista” del dialogo tra il personaggio interpretato da De Crescenzo e un camorrista. De Luca ha poi ricordato la scena dello stesso film nella quale dialogano un napoletano e un milanese, “che parlando scoprivano di avere una comune umanità. Quel messaggio a me pare molto attuale nella sua semplicità e ci ricorda che l’Italia è l’Italia se abbiamo le qualità e le virtù di tanti nostri concittadini di altre parti del Paese, ma anche se non perde l’umanità, il senso della famiglia, la tolleranza di Napoli e del Sud. Se perdiamo questo l’Italia è perduta”. Arbore: Rappresentava la vera Napoli fatta di bellezza e cultura “Gli ho rubato tante battute. Entrare a casa sua a Roma era entrare a Napoli. Il regalo oggi più bello che mi ha fatto è avere un applauso dal suo popolo di Napoli. Non so come ricambiare. Napoli ha avuto tante stagioni che ci hanno fatto soffrire, la camorra, il terremoto, le disgrazie. Ma questa di Luciano De Crescenzo è la vera Napoli, la Napoli di sempre, della bellezza, della cultura, del sole, della musica, della sensibilità e dei dubbi”. Queste le parole di Renzo Arbore, in memoria di Luciano De Crescenzo. “Mi hai fatto uno scherzo – aggiunge Arbore – volevamo ricordarti alla chiesa degli artisti a piazza Trieste e Trento, poi alla chiesa del Gesù. Poi non so come è uscita Santa Chiara, dove venivo quando facevo gli esami a Napoli a confessarmi. Ricordo anche che una volta assistemmo assieme qui al miracolo di San Gennaro, con Nanni Loy, Roberto Benigni e Isabella Rossellini, era l’anno del film il Papocchio. In punto di morte per vedere i suoi occhi brillare bastava dirgli: ti portiamo a Napoli”. Gleijeses: Per una scena sulla camorra fu minacciato “Per la scena del camorrista, nel film ‘Cosi’ parlò Bellavistà, Luciano De Crescenzo venne minacciato dalla camorra. Lui non lo ha mai detto”. La ha reso noto l’attore Geppy Gleijeses ricordando Luciano De Crescenzo nella Basilica di Santa Chiara, a Napoli, dove si sono appena concluse le esequie napoletane del noto scrittore deceduto a Roma, all’età di 90 anni. Gleijeses faceva parte del cast della pellicola e interpretò quella scena, in cui DeCrescenzo, nei panni del professor Bellavista, si rivolge a un esattore del pizzo inviato dai clan concludendo: “Voi camorristi fate una vita di m…, sicuro che vi conviene?”. L'articolo De Crescenzo, funerali a Santa Chiara. Sarà seppellito a Furore, in Costiera amalfitana proviene da Ildenaro.it .'

Spagna, ecco perché su una spiaggia di Barcellona danno un bicchiere di birra gratis

Notizia Il Fatto Quotidiano

Uno stabilimento balneare di Barcellona ha deciso di offrire ai turisti una bevanda gratuita in cambio di un bicchiere di mozziconi raccolti in spiaggia L'articolo Spagna, ecco perché su una spiaggia di Barcellona danno un bicchiere di birra
'“Una birra o una bevanda gratis in cambio di un bicchiere pieno di mozziconi raccolti sulla spiaggia”. È questa l’iniziativa del lido Tibu-Ron Beach di Barcellona , nata nel 2016 e giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Sotto lo slogan “ripuliamo le spiagge, proteggiamo il pianeta”, lo stabilimento balneare vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema molto attuale come il rispetto e la protezione dell’ ambiente . Come spiega lo staff del Tibu-Ron sulla propria pagina web , è sufficiente un solo mozzicone per inquinare ben tre litri di acqua di mare. Oltre il rilascio di sostanze tossiche, i filtri delle sigarette possono impiegare dai cinque ai vent’anni per decomporsi totalmente; senza considerare il rischio che le specie marine le confondano con cibo commestibile.  Lo stabilimento punta a sradicare la falsa percezione secondo cui gettare mozziconi nella sabbia non provocherebbe danni all’ambiente. Per questo, la spiaggia mette a disposizione posacenere gratuiti per tutti lungo il proprio tratto di mare. Finora l’iniziativa ha riscosso grande successo , soprattutto tra i turisti stranieri, i più partecipi nella raccolta attiva dei resti di sigarette. Questa non è l’unica attività ecologica promossa dal lido: durante le ultime stagioni, Tibu-Ron ha raccolto migliaia di tappi di plastica e li ha venduti agli impianti per la raccolta differenziata, per destinare i proventi alla lotta contro il cancro infantile. Grazie a ciò, alcune ong hanno iniziato a collaborare con lo staff in altri progetti di sensibilizzazione. Quest’anno, inoltre, la spiaggia ha finalmente deciso di dire addio alla vendita di articoli in plastica . L'articolo Spagna, ecco perché su una spiaggia di Barcellona danno un bicchiere di birra gratis proviene da Il Fatto Quotidiano .'

Il Consigliere regionale Cosentino alla fiaccolata nel ricordo del giudice Borsellino: ” La sua lotta alla mafia rimane indelebile”

Notizia Varese7Press

PALERMO, 20 luglio 2019-Ieri sera si è svolta a Palermo, come ogni anno, la fiaccolata in ricordo del giudice Paolo Borsellino organizzata dal “Forum 19 Luglio” (comitato che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti ed istituzioni) e
'PALERMO, 20 luglio 2019- Ieri sera si è svolta a Palermo, come ogni anno , la fiaccolata in ricordo del giudice Paolo Borsellino organizzata dal “Forum 19 Luglio” (comitato che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti ed istituzioni) e “Comunità ‘92” (coordinamento che unisce le anime della destra siciliana ideatrici della manifestazione). Tra gli oltre mille partecipanti e i tanti comuni aderenti, era presente anche Giacomo Cosentino, Consigliere Regionale della Lombardia e coordinatore regionale del movimento politico Lombardia Ideale, vicino al Governatore Fontana e a Matteo Salvini.  Salvatore Borsellino con Cosentino Durante la serata Cosentino ha avuto modo di i ncontrare Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.  “Quest’anno è stato per me ancora più emozionante essere a Palermo, in via d’Amelio, a ricordare Paolo Borsellino. È il primo anno che vengo da Consigliere Regionale e quindi ho rappresentato anche i lombardi che stanno dalla parte del bene.” Dichiara Cosentino e prosegue raccontando l’incontro col fratello del Giudice Borsellino  “Ho avuto l’onore di incontrare Salvatore Borsellino e mi ha chiesto cosa ci facevo lì. Gli ho risposto che suo fratello è un punto di riferimento imprescindibile della mia azione politica e mi dà coraggio per combattere tante ingiustizie. Mi ha toccato la testa con la mano, ha sorriso e mi ha detto “grazie”. Questo momento lo porterò sempre dentro di me.” Conclude Cosentino: “Ormai è palese che ha uccidere il Giudice Borsellino non sia stata solo la mafia, questo significa che la nostra lotta per la giustizia sociale deve proseguire all’interno del sistema politico – statale. Possiamo vincere.”'

Pomezia, assaltano negozio armati di pistola: arrestati due rapinatori

Notizia IL FARO

Gli arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria L'articolo Pomezia, assaltano negozio armati di pistola: arrestati due rapinatori proviene da Il Faro Online .
'Pomezia – Al termine di una complessa attività investigativa, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pomezia hanno arrestato due italiani, di 45 e 54 anni , con precedenti, con l’accusa di rapina aggravata e lesioni personali aggravate . I due, nel maggio dello scorso anno, si erano introdotti presso un negozio che si occupa di rivendita di oggetti usati , situato nel centro pometino, e col volto travisato ed impugnando una pistola, avevano minacciato i dipendenti per farsi consegnare l’incasso . Nella circostanza il titolare dell’esercizio, nel tentativo di disarmare i due malviventi , ingaggiava con questi una colluttazione e veniva colpito alla testa con il calcio della pistola. I due rapinatori, senza riuscire ad asportare nulla, si davano quindi a precipitosa fuga dopo aver indirizzato l’arma verso il titolare a scopo intimidatorio. Le attività di indagine, attraverso l’analisi di diversi filmati di sistemi di video sorveglianza presenti nella zona unitamente alle attività forensi svolte in fase di sopralluogo e di successiva comparazione biologica dei reperti svolta dal Ris di Roma , hanno consentito di individuare ed assicurare alla giustizia i due responsabili. Per loro, infatti, sono scattate le manette a seguito di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Velletri – Ufficio G.I.P., su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arrestati sono stati quindi condotti presso la casa circondariale di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. (Il Faro online) L'articolo Pomezia, assaltano negozio armati di pistola: arrestati due rapinatori proviene da Il Faro Online .'